LANCIANO. E' stato un incontro lungo, sofferto, non privo di momenti di tensione quello tra il segretario nazionale Fiom, Maurizio Landini, ieri a Lanciano, e i vertici provinciali del sindacato. Sul tavolo, senza preamboli, del summit chiuso alla stampa, la nuova metrica del lavoro Ergo Uas - metodica che non farà sprecare neppure un minuto all'addetto della linea di montaggio - approvata in via sperimentale dalla Fiom in Sevel, ma rifiutata dalla dirigenza nazionale dei metalmeccanici Cgil in tutti gli altri stabilimenti Fiat d'Italia. E' questo che è venuto a discutere Landini in Abruzzo, nella prima giornata di sciopero indetta da Fiom durante le otto ore di straordinario previste in Val di Sangro (sciopero che, a detta del sindacato, ha superato il 50% di adesioni con la produzione di 210 furgoni sui 410 propgrammati dall'azienda).
Ma Landini è venuto soprattutto a chiedere conto e ragione di un accordo con Fiat che, a sorpresa, strappa un'apertura alla Fiom abruzzese. I vertici del sindacato si sono trincerati dietro un «no comment», a conferma di una situazione moto critica e affidando a un documento che verrà reso noto domani la posizione ufficiale della Fiom sulla sperimentazione Ergo Uas. La visione della metrica taglia-tempi da parte del sindacato dei metalmeccanici resta critica: alla Fiat e ai vertici Sevel verrà ribadito che si tratta di una sperimentazione le cui modalità di applicazione vanno contrattate con il sindacato che in nessun modo indietreggerà sulle pause che restano di 40 minuti. Si tratta di una fase delicata sia in Sevel sia nel cuore della Fiom, che ha sempre considerato la metrica Ergo Uas come un modo per accelerare e aumentare la produzione piuttosto che una organizzazione alternativa del lavoro. «Stiamo cercando di stare dentro una sperimentazione» spiega il segretario provinciale Fiom, Marco Di Rocco, «senza venire meno all'impegno sulle pause. Si tratta di uno spiraglio molto difficile visto l'atteggiamento di chiusura della Fiat in altri stabilimenti, come ad esempio quello di Melfi. Siamo convinti che se la sperimentazione sarà vera la Fiat non avrà tecnicamente bisogno di ridurre le pause». Resta il fatto che la nuova metodica partirà il 3 ottobre e sarà vincolata da una prima verifica a marzo. Di vitale importanza, per Fiom, resta l'incontro del 14 settembre con i vertici Sevel. In quella sede, sarà riconfermata la richiesta del premio di risultato e di far partecipare attivamente il sindacato alla sperimentazione.
Il tour di Maurizio Landini in Abruzzo è cominciato venerdì alla festa provinciale di Sinistra e Libertà, a Vasto. Un passaggio quello del numero uno Fiom, che ha infiammato la platea con una attacco diretto alla politica economica e finanziaria del governo Berlusconi, ma anche alla politica internazionale, con Obama e Crhysler saldamente legati alla Fiat. E' stato tuttavia soprattuto Sergio Marchionne il bersaglio privilegiato degli strali del sindacalista. «Quali investimenti ha fatto Marchionne in Italia?», ha chiesto Landini al suo intelocutore sul palco di Sel, l'ex direttore del Tg1 Giulio Borrelli. Poi, rivolgendosi alla platea ha proseguito con toni amari: «Negli stabilimenti italiani della Fiat c'è solo cassa integrazione e riduzione delle quote di mercato. La crisi è profonda e si avverte in tutti i siti produttivi del gruppo. E' un momento molto difficile, uno dei peggiori dal dopoguerra».