ROMA. Poco dopo le 20 di ieri sera la commissione Bilancio del Senato ha dato il suo via libera e domani a Palazzo madama potrà cominciare il dibattito sulla manovra da 45,5 miliardi di euro che dovrebbe contribuire a mettere in sicurezza i nostri conti. Nella seduta di ieri è stato approvato, fra le contestazioni di centrosinistra e Cgil, l'articolo 8 del provvedimento finanziario, quello che prevede la possibilità delle contrattazioni sindacali anche in deroga all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e sottoscritti da sindacati territoriali purchè rappresentativi.
«I contratti collettivi di lavoro - recita l'articolo proposto dalla maggioranza e approvato ieri - sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, ovvero delle loro rappresentanze sindacali operanti in aziende possono realizzare specifiche intese con efficacia di tutti i lavoratori, a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle presenze sindacali».
Via libera dunque alla contrattazione aziendale che prende valore anche se portata avanti da associazioni sindacali territoriali che siano però rappresentative. E con loro sarà possibile derogare dall'articolo 18 dello statuto dei lavoratori nella parte che riguarda il licenziamento: se tutti sono d'accordo, si potranno evitare le rigidità nazionali e procedere più facilmente alla cacciata degli "esuberi". Le specifiche intese possono infatti riguardare la regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e della produzione con riferimento anche «alle modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite Iva, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro».
Dalla deroga per quanto riguarda quest'ultimo specifico punto, e cioè il licenziamento, si salvano le neo mamme. L'emendamento, infatti, chiarisce anche questo aspetto e fa esplicita eccezione per «il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il licenziamento della lavoratrice dall'inizio del periodo di gravidanza fino al termine di interdizione al lavoro, nonché fino a un anno di età del bambino, il licenziamento causato da una domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per la malattia del bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore ed il licenziamento in caso di adozione o affidamento».
Toccati anche i conti correnti: la manovra prevede che l'amministrazione fiscale possa fare dei controlli preventivi e non solo in fase di accertamento. E' stata invece chiarita la modalità di pubblicazione on line dei redditi: non saranno individuali ma per categorie. E non servirà segnalare la propria banca sul 730 o sull'unico, assieme agli eventuali consulenti finanziari. La proposta originale prevedeva questo obbligo con l'obiettivo di stilare liste su cui eseguire poi degli accertamenti fiscali
Approvato il riordino degli enti locali, con la conferma del "salvataggio" delle Province la cui eventuale riduzione sarà oggetto di un disegno di legge costituzionale. Per il momento, la manovra conferma il taglio del 50 per cento dei consiglieri provinciali e ordina l'accorpamento dei servizi (opzione alternativa all'Unione dei municipi) nei Comuni sotto i 1.000 abitanti che però potranno mantenere i propri organi politici (consiglieri e giunta) pur con un vigoroso taglio: sotto i mille abitanti saranno operativi solo il sindaco e sei consiglieri, sopra i 1.000 ci potranno essere anche due assessori; sopra i 3.000 abitanti i consiglieri diventano 7 e tre gli assessori; sopra i 5.000 e fino ai 10.000 ci potranno essere 4 assessori e 10 consiglieri.
I lavori della commissione si sono incagliati sulla duplice proposta di Lega e Pdl di esentare le banche cooperative dalle strette fiscali imposte a tutte le coop. Alla fine il relatore, Antonio Azzolini, ha ritirato le due proposte d'emendamento. E' passata invece la proposta della Lega di tassare del 2% i trasferimenti di denaro all'estero, colpendo quindi soprattutto gli immigrati che mandano a casa lo stipendio.
Ora si attende che la manovra approdi al Senato: domani comincerà il dibattito che dovrebbe concludersi entro sabato prima di passare alla Camera.