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Data: 05/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Gelo a Cernobbio di imprenditori e banchieri «Governo sempre più lontano dal Paese reale»

CERNOBBIO - Non c'è stata la contestazione al ministro Tremonti. Come in molti temevano. Ma il bilancio del convegno di Cernobbio, almeno quello non ufficiale, non è certo positivo per il governo. Prima il pressing asfissiante della Bce. Con Trichet che ha rinnovato l'invito a mettere i conti in sicurezza dopo i troppi tentennamenti. Poi il capo dello Stato che si è fatto garante delle promesse sul pareggio di bilancio. Quindi, dopo il discorso del ministro dell'Economia, intervenuto nell'ultima giornata del Workshop Ambrosetti, per difendere la manovra, i mugugni della base confindustriale e del mondo della finanza. Oltre 200 tra manager, imprenditori, banchieri, preoccupati per le fosche previsioni sul futuro e le fibrillazioni nella maggioranza. Ma al termine del discorso di Tremonti, tradizionalmente sempre ben accolto a Cernobbio, le perplessità hanno prevalso sulle certezze.
Tant'è che il sondaggio rapido sulle mosse dell'esecutivo, che prevedeva un sì o un no secco sulle prospettive a breve termine, è saltato in extremis.
In molti si aspettavano un salto di qualità. Se non altro per alleggerire il pressing della Bce. Non solo quindi l'ammissione di qualche errore nella costruzione della manovra. Ad esprimere il disagio, in maniera palese, ci ha pensato Giuseppe Zadra, ex direttore generale dell'Abi. «Avverto - ha detto nella riunione a porte chiuse - l'angoscia del default e la sensazione che il governo non percepisca questo rischio a brevissimo termine». Parole dure, pesanti. Che, dicono i maligni, anche la Marcegaglia pensa, ma che evita accuratamente di pronunciare.
Il gelo è tangibile. E il ministro se ne accorge. Un altro imprenditore, aggiunge, mantenendo l'anonimato, che «la confusione regna sovrana e che l'esecutivo è scollegato dal Paese reale, vive sulla luna».
Non siamo al fallimento, osserva un altro banchiere, soltanto «perchè la Bce sta centellinando il suo intervento sul mercato dei titoli di Stato e ci toglie le castagne dal fuoco». In sala Corrado Passera e Alessandro Profumo ascoltano in silenzio. E Tronchetti Provera insiste su un dato: il quadro generale è preoccupante.
Nessuno affonda il coltello. Forse perchè fa davvero paura il termometro della fiducia, quello segnato dallo spread Btp-bund che oggi potrebbe salire a livelli record. Ed è meglio quindi non esasperare i toni. L'ambasciatore Sergio Romano, sintetizza: Tremonti deve fare l'avvocato del governo, difendere le misure adottate. Da Cernobbio credo che emerga una critica al modo in cui si sta procedendo, ai tentennamenti. Una preoccupazione legittima. Del resto l'esecutivo deve fare i conti con le diverse visioni interne e non può fare di più». E il rischio default? «I mercati - conclude - hanno una strategia di corto respiro, i governi dovrebbero pensare a progetti ampi e ambiziosi».

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