Monito del presidente degli industriali: se non ce la fanno, traggano le conseguenze
ROMA. «Se il governo non avrà la forza di adottare provvedimenti più incisivi e ridare credibilità al Paese dovrà trarne le conseguenze. Il paese così non può stare. Così non va». Per Emma Marcegaglia il rischio che l'Italia corre è grave e servono misure più incisive di quelle previste dalla manovra. La presidente di Confindustria, che accusa Tremonti di aver agito più sulla leva delle tasse che su quella dei tagli, non arriva a chiedere le dimissioni del governo («Sono d'accordo con Napolitano: finché in Parlamento c'è una maggioranza, la discussione non c'è e non sta a noi dire se bisogna cambiare esecutivo») ma il senso di ciò che dice al forum Ambrosetti è chiarissimo.
«Il sentimento è di forte preoccupazione e di richiesta alla politica di rendersi conto della gravità della situazione in cui ci troviamo e immediatamente agire perchè il nostro Paese rischia molto» avverte la numero uno degli industriali, dando voce alle forte preoccupazioni degli imprenditori. «Qui c'è un problema di credibilità di questo Paese, di una manovra che deve avere i saldi certi e, soprattutto, c'è un problema di piano della crescita che manca completamente», aggiunge.
Alla vigilia della riapertura dei mercati, la Marcegaglia avverte che se la Bce smette di comprare titoli di Stato «gli spread tornano a livelli altissimi e ci saranno problemi molto forti». E, certamente, la Banca Centrale Europea «non può comprare all'infinito». La presidente di Confindustria apprezza la disponibilità di Tremonti a discutere le misure che secondo gli industriali dovrebbero essere inserite nella manovra ma non si sbilancia sul fatto di sentirsi rassicurata. «Non ho visto una chiusura ma la volontà di ragionare su questi punti che al momento non sono nella manovra. Ma, quel che conta sono i fatti».
Al superministro dell'Economia, la Marcegaglia ricorda che la manovra è troppo sbilanciata sulle entrate («Porterà la pressione fiscale al 44,5%, il massimo storico») ed elenca le richieste emerse dal direttivo di via dell'Astronomia, che il primo settembre aveva bollato la manovra come «debole e inadeguata».
Il governo è invitato a intervenire in modo più deciso su pensioni, privatizzazioni, vendita dei patrimoni immobiliari pubblici, investimenti nelle infrastrutture, liberalizzazioni, taglio dei costi della politica. Per la Marcegaglia «bisogna ridurre da subito le imposte su lavoratori e imprese e alzarle su tutto il resto».
Per la Confindustria, alternative non ci sono: «Il modo per recuperare credibilità è adottare le iniziative che stiamo chiedendo perché» precisa la Marcegaglia «non ci possiamo aspettare altri aiuti dall'esterno».