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Pescara, 12/04/2026
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Data: 05/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Rischio trasferimento per 3500. La Cgil denuncia il pericolo per gli impiegati pubblici teramani

Marcattili: ??Possono essere spostati in tutto l'Abruzzo??

TERAMO. Sono più o meno 3.500 i lavoratori teramani che con la nuova manovra del governo rischiano di essere trasferiti da un giorno all'altro, senza potersi opporre. Il calcolo è fatto dalla Fp Cgil, che spiega quale tegola stia per abbattersi sul capo dei dipendenti pubblici.
LA MANOVRA. ??Il comma 29 dell'articolo 1 della manovra in discussione al senato??, spiega Amedeo Marcattili, segretario della Fp Cgil, ??dispone che i dipendenti delle amministrazioni pubbliche possano essere trasferiti in luoghi di lavoro e sedi diversi dall'assegnazione per esigenze produttive o organizzative. Il trasferimento è consentito in ambito regionale. Le modalità dovrebbero essere discipliante dal contratto, ma ricordo che il contratto del pubblico impiego sarà bloccato fino al 2014. Quindi si fa riferimento ai "criteri datoriali", questo significa che il datore di lavoro può disporre il trasferimento senza confronto con le parti sociali, come invece avviene attualmente. Inoltre il dipendente trasferito non potrà chiedere alcun trattamento di trasferta o missione per recarsi nella nuova sede di lavoro??.
ALCUNI ESEMPI. Marcattili fa anche degli esempi di quanto potrebbe accadere in provincia. I dipendenti della Regione che attualmente lavorano a Teramo, se passa questa manovra, possono essere trasferiti nelle altre province abruzzesi semplicemente con una lettera. I dipendenti della Asl possono essere trasferiti da un presidio all'altro, da un distretto all'altro, con una semplice raccomandata. Così i dipententi di Inps, Inail, Inpdap, Ente parco. ??Quelli dei Comuni, da una prima lettura sembrerebbero che vengono esclusi, ma siccome non si dice espressamente, non metteremo la mano sul fuoco che tra i decreti attuativi possano rientrarci anche loro??, aggiunge il segretario della Fp Cgil. Attualmente i trasferimenti superiori a 25 chilometri (tranne che si tratti di mobilità di urgenza che però dura al massimo per un mese e in cui comunque si ha diritto all'indennità di trasfertta o missione) devono essere concordato con i sindacati e il lavoratore stesso.
I lavoratori "a rischio" secondo la Cgil, in provincia, sono circa 3.500: 2.700 i dipendenti Asl, un centinaio della Regione, più quelli degli altri enti. Va ancor peggio per i dipendenti del ministero dell'Interno: si parla addirittura di mobilità fra Regioni.
RISCHIO RICATTO. ??E' pericoloso anche per un altro aspetto??, incalza Marcattili, ??tutti i dipendenti pubblici che assumono decisioni scomode per un politico o a un dirigente potrebbero essere sottoposti a trasferimento senza alcuna spiegazione, potrebbero essere messi sotto ricatto. Ne va dell'autonomia di intere strutture. Un aspetto che va considerato anche nello sciopero di domani (oggi per chi legge, ndr). Per questo è importante la partecipazione del pubblico impiego allo sciopero e alla manifestazione??.

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