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Pescara, 12/04/2026
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Data: 05/09/2011
Testata giornalistica: TgLA7
Manovra, sì ai licenziamenti con accordi aziendali. Pd:inaccettabile. La Cgil mobilitata (Guarda il video)

E' passato in commissione l' emendamento della magggioranza che prevede deroghe alle leggi sul lavoro, comprese quelle sui licenziamenti, per gli accordi aziendali e territoriali.

Passa in commissione Bilancio di Palazzo Madama, che sta esaminando a spron battuto la manovra, un emendamento 'pesante' all' articolo 8 del decreto- che riprendeva il testo dell' accordo interconfederale del 28 giugno in materia di contrattazione collettiva. L' emendamento, presentato dal relatore della maggioranza Azzollini e approvato dalla maggioranza- prevede che le intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale possono derogare a leggi sul lavoro, comprese quelle sul licenziamento, e alle relative norme contenute nei contratti nazionali , salvo il rispetto della Costituzione, delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali sul lavoro. le intese valide saranno non solo quelle "sottoscritte a livello aziendale o territoriale da associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale" (come già prevedeva il testo della manovra), ma si aggiunge che anche le associazioni "territoriali" avranno la possibilità di realizzare specifiche intese "con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati" su temi come la "le mansioni del lavoratore, i contratti a termine, l'orario di lavoro, le modalità di assunzione, le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio" e per le problematiche legate alle lavoratrici madri, per cui sono previste specifiche tutele.L'emendamento prevede anche che piccoli sindacati percentualmente più rappresentativi a livello territoriale possono sottoscrivere accordi con le aziende.Le modifiche della maggioranza di governo all'articolo 8 indicano la volontà di annullare il contratto collettivo nazionale di lavoro e di cancellare lo Statuto dei lavoratori, e non solo l'articolo 18, in violazione dell'articolo 39 della Costituzione e di tutti i principi di uguaglianza sul lavoro che la Costituzione stessa richiama",reagisce il leader della Cgil, Susanna Camusso, criticando " il comportamento autoritario del governo che interviene sull'autonomia contrattuale delle parti con una scelta senza precedenti nella storia della nostra Repubblica."

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