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Pescara, 12/04/2026
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07/09/2011
Il Messaggero
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La manovra cambia ancora - Iva, supertassa, pensioni la manovra cambia ancora. Il governo: «La crisi è grave». E mette la fiducia, oggi il voto al Senato |
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ROMA - Nuova manovra, l'ennesima. Manovra con il voto di fiducia, che non doveva esserci e invece oggi, nell'aula del Senato, ci sarà. Verrà approvato il tutto, in gran fretta. Dopo le infinite riscritture del testo e gli appelli di Napolitano a fare presto e, possibilmente, bene. Nella manovra che sarà varata stasera, e poi passerà nell'aula di Montecitorio dove non ci saranno modifiche, sono entrate l'Iva, le pensioni, il contributo di solidarietà. Per quanto riguarda l'Iva: un punto in più sull'aliquota del 20%, che passa così al 21%. Una misura che fa cassa subito, andrà a miglioramento dei saldi ma che non potrà essere più spesa per la riforma fiscale. E che pesarà su moltissimi beni: dalle auto alle scarpe, dal vino ai cd, dal parrucchiere ai giochi. Arriva poi una tassa sui super-ricchi. In un primo momento la platea di coloro che sarebbero stati chiamati a pagare un contributo di solidarietà del 3% era stata individuata negli 11.000 paperoni d'Italia con un reddito superiore a mezzo milione di euro. Ma poi nel Consiglio dei ministri di ieri, convocato per autorizzare la richiesta di fiducia sul decreto e preceduto da un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli, c'è stato un ripensamento. E la platea è stata ampliata: lo pagheranno tutti coloro che hanno un reddito superiore a 300.000 euro l'anno. In tutto circa 34.000 contribuenti. Per arrivare a questo, nella speranza di tranquillizzare i mercati e di lanciare segnali concreti che non facciano ballare l'Italia e vengano ben visti in Europa, Silvio Berlusconi è rientrato a Roma all'ora di pranzo. Ha convocato il vertice di maggioranza con Giulio Tremonti. Risultato: la decisione del voto di fiducia sulla nuova manovra e il compromesso con gli alleati sulle tre modifiche al testo prima dell'approdo in aula a Palazzo Madama. Il premier punta a chiudere la partita entro la settimana, possibilmente prima del verdetto della Bce. «Abbiamo autorizzato la fiducia», spiega il Cavaliere, «perchè era necessario fare in fretta e dare subito un segnale rassicurante ai mercati, avevamo il dovere di intervenire». E ancora: «E' stato un percorso lungo e travagliato, non si poteva fare di più, con queste modifiche la manovra è migliorata ed è credibile a livello internazionale». E i litigi con Tremonti? Tutti ne parlano, anche se il ministro ha dato il suo ok al ritocco dell'Iva (il Pdl prevede un ricavo di 4-5 miliardi) ma il suo portavoce assicura il contrario: «Nessuna tensione, l'incremento dell'aliquota è stato voluto dal premier e Tremonti ha dato il suo via libera perchè va a migliorare i saldi del bilancio». Nello stesso tempo, il Cavaliere riesce a strappare a Umberto Bossi un anticipo di riforma previdenziale per le donne nel privato, accogliendo, però, la richiesta del Carroccio di applicare la supertassa anche agli sportivi. Mentre domani il consiglio dei ministri approverà l'introduzione, nella Cart Costituzionale, del passaggio delle competenze delle Province alle Regioni. Il capogruppo lumbard, Bricolo, esprime soddisfazione uscendo dal vertice di maggioranza. Dice: «Prima si vota questa manovra e prima si mettono in sicurezza i conti dello Stato e si tutelano i risparmiatori. Queste sono le nostre priorità e dunque bene ha fatto il governo ad annunciare l'intenzione di modificare questo decreto e di porre la questione di fiducia per fare in modo che sia approvato nel più breve tempo possibile. È una strada che condividiamo e che servirà per evitarci la fine della Grecia». Identiche, ovviamente, le valutazioni di Bossi. Il quale comunque non ha partecipato al vertice decisivo. Che era così composto: Berlusconi, Tremonti, Gianni Letta, i capigruppo Pdl di Senato e Camera (Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto), il vice capogruppo Pdl al Senato (Gaetano Quagliariello), Bricolo e Calderoli per la Lega, il capogruppo al Senato di Coesione nazionale (Pasquale Viespoli). «Siamo stati - è il commento di tutti i partecipanti alle riunioni di ieri nel governo e nella maggioranza - rapidi e risolutivi». La Commissione Europea in serata ha dato la sua approvazione («Bene le misure annunciate») e ora la parola passa ai mercati.
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