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Pescara, 12/04/2026
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Data: 07/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Donne, l'età pensionabile salirà dal 2014. Nel 2026 sarà equiparata a quella degli uomini. Torna la tassa per i redditi sopra i 300mila euro

ROMA. Vale una montagna di soldi l'anticipo dal 2016 al 2014 del percorso di aumento dell'età pensionabile delle donne del privato a 65 anni. Mentre resta da quantificare l'incasso promesso dalla tassa sui super ricchi, con un prelievo del 3% sui redditi oltre i 500mila euro.
Pensioni a regime. Se nel primo anno della misura (2014) non sono previsti risparmi né riduzione delle uscite a regime (nel 2026) l'incremento dell'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia delle donne dovrebbe bloccare al lavoro 334mila persone. Nel 2015 è previsto un calo di uscite di 9mila unità, mentre nel 2016 dovrebbero essere già circa 23mila.
Nei primi quattro anni, secondo i calcoli dei tecnici, i risparmi dovrebbero essere crescenti, ma comunque scarsi, (circa 700 milioni complessivamente tra il 2015 e il 2017) per poi superare un miliardo l'anno dal 2018 e crescere rapidamente negli anni successivi. Per attestarsi nel 2026 a 3,9 miliardi. Il meccanismo di adeguamento prevede l'incremento di un mese per accedere alla pensione nel 2014, il secondo anno due mesi, il terzo anno tre mesi, il quarto anno di quattro mesi, il quinto anno cinque mesi, il sesto anno sei mesi e poi di sei mesi ogni anno fino al 2025. Nel 2026 saranno aggiunti ulteriori tre mesi. Ma si tratta di numeri che sono provvisori: con il meccanismo di adeguamento automatico dell'età pensionabile alla speranza di vita, potranno crescere ogni volta che sale l'età media (alla prima scadenza del 2013, si applicherà un aumento di 3 mesi).
Nuova supertassa. Una trattenuta secca a carico dei super ricchi. La nuova versione del contributo di solidarietà prevede un'aliquota del 3% per i redditi oltre i 300mila euro annui. In tutto circa 34.000 contribuenti. Riguarderà tutti, anche i lavoratori pubblici già sottoposti al taglio dello stipendio (5% oltre i 90.000 euro e 10% oltre i 150.000), e peserà sul reddito complessivo: da lavoro dipendente e autonomo o d'impresa, da capitale e anche da reddito fondiario, fatta eccezione per la prima casa. Resta da quantificare il gettito atteso. In un primo momento, il consiglio dei ministri aveva limitato il raggio di azione del prelievo ai "paperoni" con redditi oltre il mezzo milione di euro: 11mila super ricchi, a fronte di una platea di 41,5 milioni di contribuenti. Con l'abbassamento della soglia, a quota 300mila euro, l'incasso atteso è di 54 milioni nel 2012 e di 144 milioni di euro dal 2013, a regime.
Dei 34mila contribuenti che superano i 300mila euro di reddito complessivo annuo, l'8,5% sono dipendenti pubblici, il 53% dipendenti del privato e 38,5% "altri", categoria quest'ultima composta quasi interamente da lavoratori autonomi. In particolare, i lavoratori pubblici sono colpiti dalla supertassa per la parte eccedente il contributo straordinario che già pagano per effetto del decreto legge 78 del 2010.

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