È la guerra dei numeri la vera protagonista all'indomani della manifestazione regionale di protesta della Cgil che ha accompagnato lo sciopero generale. Circa quattromila le personeche hanno partecipato al corteo teramano secondo le stime della Questura, diecimila secondo la Cgil, i cittadini provenienti dall'intera Regione. I manifestanti hanno raggiunto il punto di raccolta di Largo Madonna delle Grazie per poi dirigersi in corteo lungo i due corsi principali e Piazza Garibaldi, con percorso inverso fino alla centralissima piazza Martiri. Presenti tutte le rappresentanze regionali, con un'ampia partecipazione di consiglieri regionali e segretari politici. La protesta si è fatta sentire a suon di fischietti, musica popolare, inni del vecchio partito comunista e slogan contro il Governo Nazionale. È stata anche l'occasione per dar voce agli aquilani, in particolare a quelli del comitato 3.32, che non hanno esitato a lasciare temporaneamente il corteo per recarsi sotto l'abitazione del governatore Giani Chiodi per urlare a gran voce le parole riportate su di uno striscione «L'Aquila con rabbia. Dimettiti». Un invito senza mezzi termini accompagnato da un volantino provocatorio che riporta una falsa lettera del presidente agli abruzzesi attraverso la quale Chiodi ammetterebbe l'impossibilità a negare l'incapacità di questo governo, che non riesce a elaborare una manovra finanziaria credibile ed equa. Devo ammettere che i tagli a Regioni e Comuni non consentiranno di garantire i servizi essenziali ai cittadini e l'Abruzzo pagherà un prezzo ancora più alto perchè è già una regione in declino in termini di economia e occupazione. Insomma, come le azioni di protesta insegnano, tutto è utile per sottolinerae nel modo più teatrale possibile, ciò che non va, ossia i tagli ai servizi sociali, alla sanità, ai trasporti, la riduzione dei salari e l'aumentano delle speculazioni. Una manovra, secondo il segretario nazionale della Cgil-Flc, Emilio Miceli e del segretario regionale Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare, con la quale pagano i soliti, cioè la popolazione, che garantisce i privilegi ai ricchi, mentre i lavoratori pagano il conto. «La soluzione è cambiare il sistema della tassazione - ha spiegato Di Cesare - e noi chiediamo una tassa sulle grandi ricchezze e sui grandi immobili e una patrimoniale strutturale sul modello francese». Ai comizi in piazza Martiri della Libertà hanno partecipato anche il consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, quello dell'Idv, Carlo Costantini, e altri rappresentanti dei partiti del centrosinistra, quali Rifondazione e Sel.La manifestazione ha influito sul traffico e sulla viabilità, facendo registrare fin dalle prime ore del mattino ingorghi e incolonnamenti, soprattutto per la presenza di circa 35 pullman con cui la gran parte dei manifestanti ha raggiunto la città di Teramo