Le richieste degli imprenditori dalla ricostruzione dell'Aquila allo sblocco delle risorse europee
PESCARA. Dalla ricostruzione dell'Aquila, vista anche come grande opportunità per l'Abruzzo, all'attivazione immediata della Zona Franca, passando attraverso l'accelerazione di spesa dei fondi Masterplan, Fas, Intesa quadro generale e fondi strutturali europei. Ma la proposta forte riguarda i costi della politica, a partire dalla riduzione drastica dei consiglieri regionali. Sono le proposte rilanciate ieri dal presidente di Confindustria Angelucci e dai vertici delle associazioni provinciali di Pescara, L'Aquila e Chieti - Enrico Marramiero, Fabio Spinosa e Paolo Primavera - oltre a una rappresentanza della confederazione teramana presieduta da Salvatore Di Paolo.
Dagli imprenditori arriva la sollecitazione a scrivere una legge specifica per l'industria, di cui l'Abruzzo è una delle poche regioni a esserne sprovvista, come pure a ridiscutere con il governo una programmazione che reinserisca l'Abruzzo tra le regioni beneficiarie di grandi opere nazionali. Primavera sottolinea un deficit di strategia: «Non va reciso il cordone ombelicale con il governo, ma bisogna fare qualcosa anche qui, partendo dalle riforme». Per il presidente di Confindustria Chieti, essenziale è la riforma della macchina amministrativa. «Non è più concepibile», dice, «un'assemblea regionale con 44 consiglieri per 1 milione 300mila abitanti e un apparato regionale che, con 1400 dipendenti, è la seconda azienda per numero di addetti dopo la Sevel. Se vogliamo garantire qualità», afferma Primavera, «c'è bisogno di una struttura tecnica di monitoraggio sui programmi europei, con un'unica cabina di regìa per i fondi comunitari Fes e Fers».
Spinosa cita il regista Ermanno Olmi «che, a 80 anni, ha ancora voglia di cambiare il mondo. La crisi», dice il presidente di Confindustria L'Aquila, «non passa perché non è una crisi come le altre, ma un intero mondo che sta cambiando. Noi vogliamo essere attori di questo cambiamento perché assistere passivamente al declino non fa parte della cultura di chi fa impresa». Spinosa approva il taglio di enti e agenzie previsto dalla Regione, «ma questo è solo il 50% del percorso. Ora bisogna qualificare i servizi per costruire una regione più competitiva». Netta contrarietà anche ai vecchi campanilismi che stentano a morire. «L'Abruzzo», prosegue Spinosa, «è una perfetta area urbana piolicentrica, dove vanno eliminati gli sbilanci tra costa e entroterra».
Dal presidente degli industriali pescaresi un richiamo al pragmatismo. «Stiamo discutendo di cose che sono un punto di partenza, non di arrivo», annota Marramiero. «Confindustria approva la politica delle riforme avviata dal governo regionale ma la soluzione ai problemi dell'Abruzzo sta nella riduzione dei costi della politica, la realizzazione di servizi efficienti e la sburocratizzazione delle procedure. Visto che i fondi pubblici sono carenti, all'Abruzzo non resta che snellire la pubblica amministrazione per sperare di rendere la regione più attrattiva per gli investimenti».