«Certezze su tempi e risorse», le richieste di Angelucci
PESCARA - Ferragosto per Ferragosto, riunire la pattuglia ottimamente stipendiata dei parlamentari abruzzesi invece dell'intero consiglio regionale sarebbe stato forse meno dilettevole, foto, interviste, titoli sui giornali, ma sicuramente più utile. E' sul senso pratico che la politica e la trincea dell'impresa faticano ad intendersi ed è di fronte alla corsa dell'Abruzzo verso il baratro del ritorno a sud, scandita da molti impegni e scarsissimi fatti, che gli industriali sono pronti a buttare all'aria il Patto per l'Abruzzo firmato in pompa magna il 14 aprile. Cinque mesi, un'eternità per l'orologio dell'economia. Difficile rispettare le scadenze su infrastrutture e risorse per lo sviluppo, elenca il presidente regionale di Confindustria Mauro Angelucci, che ha schierato a Pescara i presidenti provinciali dell'Aquila (Fabio Spinosa Pingue), Pescara (Enrico Marramiero), Chieti (paolo Primavera) più una delegazione teramana per dare alla categoria una voce sola. Impossibile, ormai, scolpire un profilo autonomo alla Vertenza-Abruzzo di fronte all'emergenza economica che assorbe il governo e al disagio che dilaga in tutte le aree del paese. E molto improbabile, di fronte ai continui rinvii, salvare le poste economiche dei vari fondi per lo sviluppo, Fas, Master plan, Intesa quadro, Fondi strutturali europei.
Un ultimatum? Quasi. Confindustria vuole strillare, ma non rompere, non ancora. E per questo motivo il presidente Angelucci dichiara finite le ferie con un documento che riassume in cinque pagine i contenuti di un'intesa supplementare, da onorare «con risposte concrete, di fronte a tempi sempre più stringenti». C'è dentro la ricostruzione dell'Aquila; l'agenda delle infrastrutture incompiute, dalla curiosa vicenda del porto pescarese insabbiato al potenziamento dell'aeroporto e delle reti ferroviarie; la richiesta di politiche del lavoro capaci di assorbire il dato mortificante del 29,5 per cento di disoccupazione giovanile; un'idea di sviluppo concentrata su filiere produttive, energia, accesso al credito; la richiesta accorata di una pubblica amministrazione più efficiente. L'obidettivo non è un nuovo Patto, ma l'indicazione di tempi certi per gli impegni già sottoscritti. Compito della classe di governo, ma anche dell'opposizione responsabile, alla quale Angelucci si rivolge esplicitamente.
Del dopo terremoto gli industriali hanno una visione decisamente orientata alla ripresa produttiva, anche a costo della sbrigativa sintesi di Fabio Spinosa («si parla solo di case e monumenti»). Il punto, spiega il presidente Mauro Angelucci, è che la zona franca urbana è la prima medicina per un'economia devastata dal sisma, «un eccezionale volano sul quale impostare la ripresa dei territori colpiti e dell'intero Abruzzo. Non sono più ammissibili ulteriori ritardi e slittamenti dovuti a rimbalzo delle responsabilità tra i vari enti ed organismi preposti alla ricostruzione». Una parola, con le elezioni comunali dell'Aquila ormai alle porte.
Chiedono efficienza alla pubblica amministrazione e agli organi del governo regionale i presidenti di Chieti e Pescara. «Sì allo sviluppo dei collegamenti aerei - spiega Primavera - ma no alle società come Saga che faticano a chiudere i bilanci». «Più che l'annuncio di tagli agli enti inutili - dice invece Marramiero - dovrebbe contare l'obiettivo delle risposte da fornire alle imprese e ai cittadini. Una pubblica amministrazione che funziona è il primo punto di forza del marketing territoriale». Un mare di richieste, anche ben motivate. Sull'altro piatto della bilancia gli industriali d'Abruzzo mettono il loro impegno per la legalità: inchieste rigorose, chiede Spinosa, anche su fatti che riguardano imprese e imprenditori, e lotta senza sconti all'evasione fiscale.