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Pescara, 16/06/2026
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Data: 09/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Frazioni e quartieri isolati, il bus non c'è. Disastrosi i collegamenti urbani. Difficile reperire i biglietti. L'assessore ammette: «È un problema considerevole, lo affronteremo subito»

Anche gli studenti costretti ad andare a piedi

Gli universitari che camminano in fila indiana per raggiungere Coste Sant'Agostino rappresentano un'immagine emblematica del trasporto pubblico che non va. Così come gli anziani del quartiere San Berardo, che, armati di bastone e pazienza, arrivano fino a viale Crispi per prendere il bus. Problematiche nuove che si mescolano a quelle annose, per un servizio, quello del trasporto urbano, che resta carente.
E se la Gammarana e San Berardo, dopo il taglio della linea 5, lamentano un nuovo isolamento, altri quartieri come Colleatterrato e Villa Pavone rispondono che loro, invece, ci hanno fatto quasi l'abitudine. E le frazioni? Non va certo meglio, visto che i residenti di Scapriano hanno anche raccolto delle firme per chiedere il ripristino delle corse senza essere ancora accontentati. Eppure c'è da segnalare un aumento della popolazione, negli ultimi 10 anni, che lamenta la l'assenza di collegamenti adeguati soprattutto alle esigenze degli studenti. Difficile, poi reperire i biglietti, visto che, tra le problematiche figura anche la carenza di punti vendita per i titoli di viaggio. Proteste analoghe si registrano a Villa Ripa, Rapino e Villa Gesso».
«Non serve - afferma Ilaria De Sanctis, presidente dell'unione comunale del Pd - trincerarsi dietro i tagli al chilometraggio: il problema del trasporto pubblico nelle frazioni va affrontato al più presto». Gli universitari continuano a lamentare la mancanza di pensiline all'altezza della mensa, così come la carenza di corse nelle ore serali. «Se - afferma Alessio Soldato, rappresentante universitario della lista Saturno - da un lato, possiamo dirci soddisfatti del ripristino delle corse che in un primo tempo erano state tolte a causa dei tagli, dall'altro dobbiamo ammettere che a Teramo manca la mentalità della città universitaria, dove si pensano i servizi anche in funzione della popolazione studentesca: solo la Staur, quest'anno, ha venduto più di 4 mila abbonamenti a noi universitari, forse meriteremmo delle attenzioni in più, cone avviene in altre realtà più a misura di studente. Speriamo di riuscire a discutere la situazione anche con i rappresentanti del Comune». L'assessore ai Trasporti Giorgio Di Giovangiacomo riconosce l'esistenza dei disagi. «Quello del trasporto pubblico urbano è un problema considerevole - dice l'assessore - finora abbiamo fatto il possibile e continueremo ad affrontare la situazione anche nelle prossime riunioni di Giunta».

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