Le Ferrovie dello Stato sono "sull'orlo del fallimento". Parola dell'amministratore delegato della società, Mauro Moretti, che addebita la crisi al continuo taglio dei trasferimenti alle FS da parte dello Stato. "Se lo Stato vuole ridurre i trasferimenti può farlo - ha sottolineato Moretti nel corso di un'audizione presso la commissione Lavori Pubblici alla Camera -. E' libero di farlo ma deve indicarci chiaramente quali servizi vuole che facciamo. Non può chiederci di fornire dei servizi senza darci le compensazioni pattuite o consentirci di agire sulle leve di pricing (le tariffe ndr). Per l'ad di Fs "non si può perpetuare in eterno una situazione fatta da inefficienze interne date dalla precedente gestione e da minori trasferimenti che ci ha portati sull'orlo del fallimento".
I vertici delle Ferrovie lanciano dunque il grido d'allarme sul futuro della compagnia. Che, secondo il presidente Innocenzo Cipolletta, avrebbe bisogno di circa 6,1 miliardi di euro per far fronte all'intero sistema. Durante l'audizione Cipolletta ha spiegato che gli squilibri complessivi per quest'anno si aggirano intorno ai 2 miliardi di euro. E ha quantificato in termini finanziari il fabbisogno delle Fs, rispetto alle varie partite. Per il completamento dell'Alta velocita' sono necessari 3,5 miliardi, 1,4 miliardi vanno per gli investimenti e la rete tradizionale, 500 milioni sono relativi alle convenzioni, altri 6-700 milioni necessari per la ricapitalizazione di Trenitalia. Riguardo all'Alta velocita', secondo i vertici Fs, il taglio alle risorse potrebbe comportare il rischio di uno slittamento in avanti del completamento della linea Torino-Milano-Napoli, previsto per il 2009.
Moretti ha poi spiegato che, in particolare per Trenitalia, la situazione e' "molto grave perche' sono aumentati i costi per manutenzione e servizi e non si e' compensata la mancata attribuzione del K2", ossia i trasferimenti per l'implementazione di nuova tecnologia nella guida dei treni. Per l'amministratore delegato è "indispensabile" la ricapitalizzazione di Trenitalia, considerato anche il fatto che "abbiamo venduto tutti gli immobili, mentre ci sono altre aree che devono ancora maturare, per evitare di regalarle". A questo, ha aggiunto, si aggiunge il fatto che c'e' stato anche "un taglio enorme dell'accordo di programma per oltre 600 milioni, 500 per Rfi e 100 per Trenitalia".
Che i binari italiani siano in una situazione di estrema difficoltà lo ha sottolineato, sempre oggi, anche il segretario generale della Cgil. Guglielmo Epifani ha detto che il governo, già con la Finanziaria, dovrebbe risolvere, tra gli altri nodi, quello che riguarda gli investimenti nel settore delle Ferrovie e di Alitalia. 'Bisogna fare degli sforzi - ha detto il segretario della Cgil - perche' non si tagliano gli investimenti nel settore delle Ferrovie, che vuol dire ritardi nell'alta velocita' e nei collegamenti tra l'alta velocita' e le stazioni urbane'. Questi problemi, per Epifani, 'il governo deve decidere di affrontarli, trovando le soluzioni anche a partire dalla finanziaria'.
I dati sulle delle Ferrovie dello Stato "evidenziano una crisi profonda. Occorrono, pertanto, scelte e risorse adeguate". Lo dice Paolo Pirani, segretario confederale della Uil, secondo il quale quelli elencati da Cipolletta e Moretti sono "problemi noti". Il dirigente della Uil osserva che "il trasporto ferroviario sconta la crisi pi generale del trasporto pubblico. Ci auguriamo - aggiunge Pirani - che chi è chiamato a fare le scelte abbia in mano tutte le leve per operare nella giusta direzione".