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Data: 10/09/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
I No Tav contestano l'ad delle Ferrovie tafferugli alla festa del Pd, un ferito

Genova, al dibattito sull'Alta Velocità con Mauro Moretti costretto a lasciare il palco. Insulti dai gruppi contro i cantieri della Val Susa. Poco prima, la protesta pacifica dei familiari delle vittime della strage di Viareggio. Tensioni con gli agenti, colpito un giovane del servizio d'ordine dei democratici. Riprende in nottata la "battaglia" intorno ai cantieri dell'Alta Velocità: chiusa l'autostrada del Frejus

L'ad di Ferrovie costretto ad abbandonare il palco, strattoni e spintoni tra polizia e alcuni esponenti No Tav, un ferito tra il servizio d'ordine dei democratici. Pacifica invece la contestazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio che chiedevano giustizia per i loro morti dimenticati, con le foto delle 32 vittime dell'incidente ferroviario del 29 giugno 2009.

Tensione alla festa del Pd di Genova, dove era previsto un dibattito sull'alta velocità con l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Incontro subito sospeso e Moretti, coperto dai fischi e dagli insulti, che ha dovuto lasciare in tutta fretta il porto antico di Genova.

I comitati no-Tav hanno atteso l'arrivo dell'ad di Ferrovie e hanno impedito l'inizio della discussione. Poi, all'improvviso, hanno cercato di venire avanti in mezzo alla platea rovesciando le sedie e urlando "Assassino, assassino". Immediatamente è intervenuto un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa e il dibattito è stato interrotto. Una persona del servizio d'ordine del Pd è rimasta ferita ed è stata portata via in ambulanza.

Più pacifica, invece, la presenza delle associazioni delle vittime della strage di Viareggio. All'interruzione del dibattito Moretti si è alzato e si è allontanato a piedi, circondato dai poliziotti e seguito dai contestatori che, battendo sui tamburi, continuavano a gridare slogan come "Vergognati, vergognati" e "Giù le mani dalla Val Susa". Alcuni familiari delle vittime di Viareggio si sono allontanati in lacrime. Tra i manifestanti anche un ferroviere, Riccardo Antonini, sospeso dal servizio perchè aveva assunto l'incarico di consulente di parte delle famiglie delle vittime. E la protesta è proseguita tra il risuonare di tamburi e i fumogeni colorati.

"Mi spiace per quello che è successo, ma credo fosse inevitabile", afferma Daniela Rombi, presidente dell'associazione 'Il mondo che vorrei', che raccoglie i famigliari delle vittime della strage di Viareggio. La donna nell'incidente ferroviario ha perso la figlia Emanuela, di 21 anni. La protesta dei parenti delle vittime di Viareggio, arrivati apposta dalla Toscana per il dibattito organizzato dal Pd, è stata forte, ma pacifica, mentre i tafferugli si sono accesi per la pesante contestazione del gruppo No Tav.

Prima del trambusto, la donna era anche riuscita a scambiare alcune battute con Moretti: "Mi ha detto che lui vuole la verità quanto noi e che si è sempre assunto le proprie responsabilità, ma poi ha aggiunto che per Viareggio non ha colpe", rivela la presidente dell'associazione. "Le Ferrovie - sostiene - mi hanno offerto un sacco di soldi, ma io mia figlia non la vendo. E Moretti non ci ha mai chiesto scusa".

Intanto, in serata, i No Tav sono tornati all'attacco in Val di Susa, nei pressi del cantiere della Tav, nel tentativo, ancora una volta, di forzare i cancelli e le transenne. La polizia, per tenere lontano i manifestanti, che intorno alle 22,30 hanno iniziato a lanciare numerose pietre e oggetti contundenti contro le forze dell'ordine, ha fatto uso di lacrimogeni. Intorno alle 22,40, è anche stata chiusa l' autostrada del Frejus a scopo precauzionale.
La situazione è andata aggravandosi quando i manifestanti, in tutto alcune centinaia contro i circa cinquanta dell'inizio, hanno letteralmente circondato l'area del cantiere già oggetto nei mesi e nelle settimane scorse di scontri, sia la parte alta del cantiere, intorno all'area archeologica, sia la parte bassa, nei sentieri lungo la strada dell'Avanà.

Per l'occasione - fa sapere la Questura - i manifestanti, molti dei quali con il viso coperto da casco e maschera antigas, hanno fatto uso di grosse tronchesi, arpioni e funi nel tentativo di sradicare le reti, tagliate in più parti.
Tentativo però non riuscito, in quanto gli agenti, anche con l'ausilio di visori notturni, sono riusciti a identificare tutti i manifestanti riuscendo così a contrastarli nei vari luoghi dove si sono raggruppati lungo la recinzione per essere più incisivi.

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