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Data: 10/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sì al bilancio tra le polemiche. La maggioranza vacilla dopo l'emendamento presentato dall'Udc

CHIETI. Approvato il bilancio consuntivo 2010, ma con un emendamento presentato dalla stessa maggioranza, su iniziativa del capogruppo dell'Udc Alessandro Giardinelli, non votato dal sindaco Umberto Di Primio, piuttosto contrariato. In aula, poi, va in scena un botta e risposta tra il presidente del collegio dei revisori dei conti Valerio D'Amicodatri e il primo cittadino.
Il consiglio comunale, in seconda seduta, licenzia il bilancio consuntivo 2010 con una discussione fiume che si è protratta fino al tardo pomeriggio. I lavori del consiglio sono iniziati con una serenità ritrovata tra i consiglieri. Così, in poche ore, sono passati il conto consuntivo 2010 della Teate servizi e dell'azienda speciale Chieti solidale. Sembrava un consiglio in discesa e invece la trattazione del conto consuntivo dell'ente ha esasperato di nuovo gli animi in aula. Sono state bocciate le due pregiudiziali presentate dal centro sinistra riguardanti, nel dettaglio, l'utilizzo dei 3 milioni e 200 mila euro riconosciuti dall'assicurazione al Comune per palazzo Valignani danneggiato dal terremoto e l'inserimento tra i crediti di 2 milioni e 700 mila euro di anticipazioni elargite al teatro Marrucino dal 2001 al 2007. Soldi, ha spiegato l'assessore al bilancio Roberto Melideo, non esigibili e pareggiati in bilancio con residui passivi dello stesso importo. A movimentare la seduta ci ha pensato l'emendamento al consuntivo presentato dal capogruppo dell'Udc e firmato da tutti i colleghi dei partiti di maggioranza, Pdl compreso, ad eccezione di Enrico Bucci di Giustizia sociale.
L'emendamento ha impegnato il consiglio «a tenere in debito conto le eccezioni e le riserve del collegio dei revisori dei conti, al fine di evitare che le criticità dell'esercizio 2010 si ripresentino nell'esercizio corrente 2011 e nei prossimi». Un copia-incolla, di fatto, di quanto già riportato dai revisori dei conti nella loro relazione e che, semmai, doveva essere avanzato in sede di commissione.
Un emendamento, quindi, dalla scarsa importanza tecnica ma dalla chiara validità politica. La figura del sindaco, infatti, esce con le ossa rotta dal consiglio di ieri considerando le critiche mosse dal primo cittadino alla relazione del collegio dei revisori dei conti avallata, di contro, dai consiglieri della sua maggioranza. Il presidente del collegio, Valerio D'Amicodatri, si è detto dispiaciuto dell'attacco ricevuto nei giorni scorsi dal sindaco. Il quale ha ribattuto. «Il parere dei revisori è sacro però ritengo che il giudizio doveva essere non peggiore di quello formulato per le rendicontazioni passate visto che stiamo pagando i debiti fatti dalla vecchia amministrazione che ha speso tutti i residui». L'emendamento passa con 31 voti favorevoli, il sindaco non vota ed esce dall'aula ma poi rientra per votare e approvare il bilancio emendato. Intanto la solidità della coalizione di centro destra continua a vacillare.

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