Si punta sulle rotte a corto raggio e sul potenziamento dei porti «Meno inquinamento e una consegna più rapida delle merci»
NAPOLI. Le autostrade del mare hanno segnato una svolta nel sistema dei trasporti: più sicurezza sulle strade, meno inquinamento, consegna più veloce delle merci. In pochi anni il trasporto marittimo è cresciuto enormemente. Le rotte esistenti sono già sature. Servono dunque nuove rotte e nuovi porti. Che richiedono solidi finaziamenti e una più stretta collaborazione tra armatori e istituzioni.
Per fronteggiare questa nuova sfida il Gruppo Grimaldi, pioniere delle "autostrade del mare", ha organizzato a Napoli una convention dal tema: «L'esperienza euromediterranea del trasporto marittimo a corto raggio: una opportunità per lo sviluppo sostenibile». Vi hanno partecipato, tra gli altri, il vice ministro ai Trasporti, con delega ai porti, Cesare De Piccoli; il responsabile della direzione trasporti marittimi della Commissione europea, Alfons Guinier; il presidente di Assoporti, Francesco Nerli; il presidente della Malta maritime Authority, Marc Bonello. A far gli onori di casa, Guido ed Emanuele Grimaldi, presidente e amministratore delegato del gruppo armatoriale. «Il nostro obiettivo», ha detto il presidente Grimaldi nel dare il benvenuto agli ospiti, «è quello di contribuire a un sempre maggiore trasferimento dei Tir dalle strade alle vie del mare».
Un obiettivo che il Gruppo persegue con convinzione e tenacia dal 2002, quando l'ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a Livorno, proclamò l'importanza per il nostro Paese e per l'Europa delle "autotrade del mare".
Il Gruppo Grimaldi accettò la grande scommessa, potenziando i collegamenti marittimi già esistenti e istituendo nuove rotte, come la Civitavecchia-Barcellona e la Civitavecchia-Tolone. «Raggiungere la Spagna o la Francia via mare», sottolinea Alfonso Simeoni, titolare di una delle maggiori ditte autotrasportatrici abruzzesi, «significa evitare l'inferno dell'A/10, tra La Spezia e Ventimiglia, e consegnare la merce con un giorno di anticipo. E non è un vantaggio da poco. Occorre però», riprende l'imprenditore, «aumentare il numero delle navi, accelerare i tempi di imbarco, eliminando così le liste d'attesa, e contenere i costi di trasporto».
Oggi il Gruppo Grimaldi accetta un'altra scommessa: quella delle rotte a corto raggio (Short sea shipping). E l'Abruzzo, con il porto di Ortona, lungo la dorsale adriatica, può giocare un ruolo importante. In questa nuova sfida, però, l'impegno degli armatori, da solo, non basta.
Attualmente, è stato sottolineato nel corso del convegno, il trasporto marittimo è sottoposto a procedure ammistrative troppo complesse, che vanno snellite, con la creazione di un unico sportello.
«Inoltre», ha ammonito Emanuele Grimaldi, «i porti vanno modernizzati e liberalizzati, per dare la possibilità agli imprenditori di fare investimenti».