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Data: 10/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Manovra, valanga di emendamenti enti locali sul piede di guerra

ROMA Il primo voto sulla manovra in commissione Bilancio della Camera è finito in pareggio. Nessuna conseguenza politica poiché, sulla base del regolamento parlamentare, il pareggio equivale al respingimento della proposta di modifica.
Non si tratta di una sorpresa poiché la composizione della commissione Bilancio, dopo il passaggio all'opposizione dei finiani e l'ingresso nella maggioranza dei Responsabili, vede 24 deputati di maggioranza e 24 di opposizione, mentre il presidente della Commissione, il leghista Giancarlo Giorgetti, non vota per prassi.
Il pareggio si è poi ripetuto su svariate altre votazione. D'altra parte la Commissione dovrà esaminare circa 250 emendamenti dopo che 94 delle 366 proposte di modifica sono state dichiarate inammissibili dalla presidenza della commissione.
Fra gli emendamenti quello che ha fatto più rumore mediaticamente è stato quello della Lega che ha proposto di una supertassa del 5% su ciascuna giornata di sciopero da parte dei calciatori professionisti. La proposta del Carroccio modificherebbe il comma dell'articolo 2 della manovra che riguarda il contributo di solidarietà. L'emendamento, firmato da tutti e tre i componenti leghisti della commissione Bilancio (Massimo Polledri, Silvana Comaroli e Maurizio Fugatti), prevede specificatamente per i «calciatori professionisti» un contributo di solidarietà del 6% per i redditi oltre i 200.000 euro e un ulteriore «contributo del 5% per ciascuna giornata di sciopero effettuata».
Fra gli emendamenti inammissibili quelli sulle liberalizzazioni e la crescita presentate dalle opposizioni perché «estranee per materia» al contenuto del decreto. Sono saltati così gli emendamenti Pd che liberalizzavano le assicurazioni e le banche (portabilità dei conti correnti), nonché quello del radicale Marco Beltrandi per l'innalzamento dell'età pensionistica e la riforma degli ammortizzatori sociali. Escluse dalla discussione anche una serie di proposte che prevedevano agevolazioni fiscali per le assunzioni delle donne e dei giovani. Sono stati dichiarati inammissibili infine anche gli emendamenti del Pd Paolo Gentiloni e dell'Idv Antonio Borghesi che prevedevano un'asta per l'assegnazione delle nuove frequenze tv, in modo da ricavare delle risorse per lo Stato.
Fuori da Montecitorio ha fatto molto discutere la sortita del ministro della salute Ferruccio Fazio che ha definito iniqui i ticket sanitari imposti con la prima manovra di luglio. Secondo Fazio, che ha riscosso molti apprezzamenti dall'opposizione ma anche dalla governatrice del Lazio Renata Polverini, sarebbe meglio alzare le imposte sulle sigarette per ricavare le risorse finanziarie oggi garantite dai ticket.
Continuano intanto le proteste antimanovra. Ieri l'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha proclamato lo stato di agitazione della categoria poiché «queste misure penalizzano esclusivamente i dipendenti pubblici, senza colpire in alcun modo i possessori di grandi ricchezze e gli evasori fiscali e senza intervenire sulle numerose fonti di spreco del denaro pubblico». In particolare, sottolinea il sindacato delle toghe, «appaiono evidenti l'iniquità e la contrarietà al principio di eguaglianza e di parità contributiva del mantenimento del contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 90.000 euro solo per il pubblico impiego e dell'eliminazione dell'analoga previsione in relazione ai redditi dei privati, per i quali è previsto un prelievo di gran lunga inferiore, e per i redditi privati superiori ai 300.000 euro».
Sempre sul piede di guerra anche i sindaci. Lunedì saranno in piazza oltre 1.200 primi cittadini piemontesi e per giovedì 15 è stato confermato il cosiddetto «sciopero dei sindaci» durante il quale gli amministratori consegneranno simbolicamente ai prefetti le deleghe in materia di anagrafe.
Prosegue anche la mobilitazione della Cgil che nei prossimi mesi terrà tre grandi manifestazioni: il 15 ottobre saranno in piazza i lavoratori pubblici che saranno seguiti a novembre dai pensionati. Entro l'anno terza iniziativa pubblica per il lavoro.
Da segnalare infine una dichiarazione del capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Abbiamo fatto il nostro dovere votando la manovra - ha detto Gasparri - Ora come capogruppo vorrei promuovere una riflessione sulle strategie da adottare per attaccare il debito pubblico».

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