PESCARA. «Il porto di Ortona può diventare un'importante cerniera tra i porti di Monfalcone e di Bari». Così Emanuele Grimaldi, ammistratore delegato del Gruppo.
La Regione è fortemente impegnata a fare dello scalo di Ortona il più importante punto di riferimento marittimo del medio Adriatico.
«Tra i quattro porti abruzzesi», ha dichiarato Lamberto Quarta, segretario generale della Presidenza della Regione, «abbiamo individuato il porto di Ortona per le sue caratteristiche strutturali e la sua collocazione come un porto di interesse nazionale, in quanto si qualifica come un logico terminale dei collegamenti stradali e ferroviari est-ovest e nord-sud. Lo sviluppo del porto di Ortona», ha proseguito, «potrebbe determinare una rapida crescita del ruolo di questa infrastruttura specie nel settore del trasporto container e come collegamento con il Mar Mediterraneo e il Mar Nero e i porti di Taranto e Gioia Tauro, attuando così il corridoio Adriatico. Dall'altro, sfruttando il collegamento autostradale con il nodo di Roma, Ortona potrebbe collegarsi facilmente al porto di Civitavecchia e assicurare la connessione dei traffici del Mediterraneo occidentale (asse Spagna-Sardegna-Italia-Balcani)».
«Pertanto», ha annunciato Quarta, «quest'anno la Regione ha deciso uno stanziamento di 25 milioni di euro per il completamento del molo nord e l'avvio della fase di progettazione e realizzazione del molo sud. Il porto di Ortona, anche per il contributo che può portare allo sviluppo economico delle zone industriali e alle possibili relazioni con l'Interporto di Manoppello, ha un ruolo fondamentale per l'economia regionale».
«La recente istituzione della capitaneria di Porto di Ortona», ha concluso Quarta, «conferma ulteriormente il ruolo strategico che il porto ha assunto nell'ultimo decennio anche per lo sviluppo dei traffici con i porti della ex Iugoslavia e, attraverso questi, con i paesi dell'Est».