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Pescara, 11/06/2026
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Data: 11/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dopo i treni anche l'Arpa taglia. Sabatini: «Rischiano il posto di lavoro 137 dipendenti »

Avezzano. Assemblea dei lavoratori alla presenza dei sindacati, si prevede un ridimensionamento

AVEZZANO - «Siamo sinceramente preoccupati per quel che accade in Arpa (la società che gestisce il trasporto pubblico su gomma) - è Renzo Sabatini che parla, il sindacalista Uil trasporti che ieri ha tenuto un'assemblea ad Avezzano sulla situazione - il Governo - aggiunge Sabatini taglia e l'Arpa pure. Prevedo migliaia di chilometri in meno e temo per 137 posti di lavoro». Ma l'osservazione di Sabatini mette il dito in una piaga destinata ad infettarsi. La Marsica è già in rivolta per la storia dei treni. Avezzano è una città in controtendenza: in continua crescita demografica ed economica ed è di fatto tagliata fuori dai collegamenti con Roma.
«La barriera del traffico che si incontra in ingresso alla Capitale - spiega Sabatini - sarà superata dalle complanari i cui lavori sono iniziati. Ma questo accadrà tra tre anni. Troppo tempo passerà: la Regione soffre».
Da cosa si vede? Molto semplice: va a gonfie vele Prontobus, «una società della quale conosco poco» spiega Sabatini, che raccoglie gli abruzzesi e li porta direttamente negli aereoporti. A Ciampino, a Fiumicino ad all'aereoporto di Pescara.
«Ciò vuol dire - aggiunge Sabatini - che la zona è viva, vuol crescere, c'è volontà e capacità di svilupparsi. Ma c'è la burocrazia, la politica che non sono capaci di mettere le ali all'economia».
E l'Arpa? Come potrebbe essere più presente? Il trasporto su gomma ha un suo ruolo?
«La direttrice Pescara-Roma sfocia a Ponte Mammolo dentro Roma- spiega Sabatini. Lì l'Arpa ha varato un'idea geniale: dopo il raccordo esce dal braccetto, dall'autostrada per intendersi e devia verso la Tiburtina. Qui transita per la stazione della metropolitana di Ponte Mammolo appunto per permettere a centinaia di pendolari di prendere la metro e dunque entra e a Roma più velocemente. Dunque l'utenza c'è, il movimento di persone che si spostano dall'Abruzzo verso il Lazio pure: occorre dunque che l'azienda ed il sindacato si rendano conto di questo movimento e, anziché tagliare semplicemente perché non ci sono i soldi si mettano sul mercato a cercare e trovare le risorse, la gente che utilizza il trasporto; se c'è una ditta che si è inventato il trasporto negli aereoporti e di questo ha fatto la sua ragione di vita vuol dire che occorre cominciare a pensare».
E la controparte? L'assessore Morra? «Non permetterò che Trenitalia lasci questa zona» - aveva detto l'assessore ingaggiando una dura battaglia per mantenere in piedi i treni degli studenti. Si tratta di quella imponente massa di persone che raggiungono Avezzano per studiare. Una massa di giovani che proviene dal carsolano, dalla zona di Celano, dal Fucino, dalla Valle Roveto per raggiungere gli istituti medi superiori e l'Università di giurisprudenza. Ma della loro sorte pare interessi a pochi: agli operai ed agli studenti non restano che i tagli.


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