ROMA - «Non basta stanare gli evasori, bisogna introdurre una patrimoniale seria», dice con la consueta aria timida, quasi a bassa voce, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano. Silenzio. «Lo dico da destra: è impensabile che questo Paese non abbia una grande tassa patrimoniale per che faccia pagare i soldi a chi li ha, ai grandi patrimoni», ribatte con voce ferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Applausi. Ci voleva Atreju, la tradizionale festa della Giovane Italia, e cioè dei giovani del Pdl, organizzata come ogni anno al parco del Celio di Roma, per mettere d'accordo i due? No, ci voleva e c'è voluta la manovra economica straordinaria varata dal governo.
Gianni e Giuliano, si erano già incontrati qualche legislatura fa, sui banchi del Parlamento: Alemanno sedeva sui banchi di An, Pisapia in quelli del Prc. Qualche rapido saluto, nulla di più. Oggi, però, sono sindaci delle due capitali d'Italia quella politica e quella economica, Roma e Milano. «Stai con la sinistra, mi dicono», raccoglie e anticipa la sfida Alemanno, che gioca in casa, ad Atreju: tanti i giovani che lo cercano per una foto, un saluto o per mostrargli la maglietta bordeaux Plus Ultra della sua area. «E invece no», puntualizza il sindaco, «perché quando ti metti la fascia tricolore gli impegni e i doveri istituzionali prevalgono sugli interessi di parte». Ti allei anche col diavolo, è il sottotesto. Il 29 agosto scorso, Alemanno ha sfilato a Milano gomito a gomito proprio di Pisapia: l'Anci aveva chiamato a raccolta tutti i sindaci d'Italia. Lì Gianni e Giuliano si sono parlati, oltre le circostanze ufficiali, trovandosi simpatici. Risultato, ieri filavano d'amore e d'accordo, sul palco di Atreju. Certo, Alemanno è realista: «La manovra verrà approvata così com'è», e cioè con tagli ancora pesanti, agli enti locali, «non si può far altro», ma contestualmente al suo varo - anticipa il sindaco - serve un ordine del giorno che indichi come e quanto può essere cambiata e la convocazione di un tavolo urgente tra Stato, Enti locali, Regioni.
Si parlava di energie rinnovabili, in teoria, ieri, sul palco di Atreju, e anche da questo lato i due sindaci vanno d'accordo: viva l'energia sostenibile, dicono entrambi. L'attualità politica, però, incombe. Entrambi i sindaci hanno voglia di dire quanto è difficile fare le nozze con i fichi secchi. Alemanno va sul concreto e avverte i suoi giovani del centrodestra: «Vuol dire che, da gennaio, i romani rischiano di non trovare più gli autobus alle fermate, perché il 75% dei tagli va sui servizi pubblici locali. Vuol dire chiudere cancellare servizi sociali e assistenziali. Vuol dire bloccare 235 cantieri che producono lavoro». Il 15 settembre tutti i sindaci rimetteranno le loro deleghe all'anagrafe e i consigli comunali si riuniranno. L'asse più insolito del mondo, quella tra Roma e Milano, sarà di nuovo in prima fila.