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Data: 11/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Polverini: «Minata la sua reputazione» «Ma fintanto che ha i numeri solo Silvio può decidere di fare un passo indietro»

CHIANCIANO TERME - Dopo Beppe Pisanu anche Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, rompe il fronte del silenzio nel centrodestra. E di fatto, sostenendo che Silvio Berlusconi ha «perso credibilità e reputazione», chiede al premier di fare un passo indietro. Parole pesanti, parole pronunciate prima di salire sul palco della festa dell'Udc, con un'aggiunta: «Le persone illuminate del Pdl, se ce ne sono, dicano in faccia al premier che esiste una soluzione alternativa». Ma andiamo con ordine.
Presidente Polverini l'opposizione lavora a un nuovo governo di salvezza nazionale. Cosa ne pensa?
«Beh, finché il presidente del Consiglio ha i numeri in Parlamento è difficile immaginare un nuovo governo».
Qui a Chianciano, Casini ha ribadito che l'Italia accusa un pesante deficit di credibilità internazionale. E' d'accordo?
«Sono completamente d'accordo. Ma, ripeto, in Parlamento questo governo ha i numeri per andare avanti, anche se è ormai evidente che esista un serio problema di credibilità del Paese».
Del Paese o del premier Berlusconi?
«Le vicende che hanno coinvolto Berlusconi nell'ultimo periodo ne hanno minato la credibilità e la reputazione. Questo è indubbio. Aspettiamo comunque che la magistratura compia il suo lavoro prima di giudizi affrettati. In ogni caso, ripeto, finché ha la maggioranza in Parlamento si possono fare grandi dibattiti ma chi deve fare un passo indietro deve essere il premier».
Si narra che esista una parte «illuminata» del Pdl che potrebbe suggerirgli di farsi da parte.
«Dove sono tutte queste persone così illuminate nel centrodestra? Al momento non ne vedo alcuna farsi avanti. Ne parlano, è vero, in segreto. Ma è diverso affermarlo alla luce del sole, dirlo in faccia».
Lei di fatto lo sta dicendo.
«Io sono di centrodestra e mi sto occupando di una Regione molto importante con numerosi problemi. Tutte queste persone illuminate non devono parlare del passo indietro di Berlusconi dietro le quinte. Se hanno una soluzione debbono portarla avanti. Con chiarezza».
Marcegalia ha portato l'esempio di Zapatero che si è dimesso e ora la Spagna ha più credibilità dell'Italia.
«Marcegaglia per tre manovre economiche ha detto e affermato che il percorso scelto dal governo era quello giusto. Quando le abbiamo chiesto, a lei e alle altre parti sociali, di schierarsi con noi degli enti locali nel dire che erano manovre depressive incapaci di produrre sviluppo e che mettevano in grave difficoltà Comuni e Regioni e dunque i cittadini, Marcegaglia non mi pare abbia preso posizione. Se ora il presidente di Confindustria ha cambiato idea e si rende conto di aver sbagliato giudizio, bene».
L'esempio di Zapatero e delle elezioni anticipate potrebbe essere applicato in Italia?
«Parliamo di un'altra generazione di politici».
Di politici che non hanno problemi giudiziari?
«Sì, anche di questo».
Dunque reputa improbabili sia le elezioni che le larghe intese?
«Credo che in un momento come questo certamente c'è bisogno di lavorare tutti insieme, ma che i tempi siano maturi per un governo di larghe intese sinceramente mi sembra, appunto, improbabile. Sarebbe però un grande gesto per tutti gli italiani che ci osservano se le forze politiche riuscissero a dare una risposta univoca».
Berlusconi ha proposto uno schema che suona Alfano a palazzo Chigi e Gianni Letta al Quirinale. Le piace?
«Ho grande stima per entrambi, ma naturalmente questo lo decideranno da un lato il Pdl e la coalizione che andrà alle elezioni e dall'altra il Parlamento».

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