Il presidente del Consiglio vola a Strasburgo: «Vado a fare il mio dovere»
ROMA - Berlusconi salta l'interrogatorio sul caso Tarantini, con i pm di Napoli che volevano ascoltarlo, come persona offesa, a Palazzo Chigi. «Dopo la decisione di Stark di lasciare la Bce si è posto come importante il problema di rassicurare tutte le istituzioni europee, la commissione, il consiglio dei capi di Stato e di Governo e il Parlamento europeo della serietà della nostra manovra, della tenuta dei nostri conti pubblici e della situazione di benessere dell'intera nostra economia», ha spiegato lui stesso ieri notte. «Lunedì non è stato possibile. Credo sia mio dovere recarmi a Bruxelles e Strasburgo per questi incontri». «Buon viaggio» gli ha augurato il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore, sul cui tavolo non era arrivata, fino a ieri mattina, alcuna richiesta di «legittimo impedimento». Palazzo Chigi ha informato la Procura di Napoli dell'impedimento, assicurando: tranquilli, presto fisseremo un nuovo appuntamento.
In ogni caso, il capo del pool che indaga sull'affare Tarantini-Lavitola, non molla la presa. Chiosa: «Sarà fissato un nuovo incontro, su questo non c'è problema». E si mostra ottimista di potercela fare. Berlusconi, aveva sperato ottimista Lepore, potrebbe «fare entrambe le cose», andare in trasferta e farsi ascoltare dai pm nella sede del governo. L'agenda del Cavaliere prevede però un doppio appuntamento: prima a Bruxelles, poi a Strasburgo. Niente da fare, dunque, martedì il Cavaliere sarà out tutto il giorno. Lepore non si arrende: «Ci terremmo a sentire il presidente per chiarire alcuni punti», insiste. Uno di questi potrebbe riguardare l'intercettazione in cui Berlusconi consiglia a Lavitola di rimanere all'estero. Lepore non dispera e conclude: «Siamo a disposizione». Pur precisando che il premier, in veste di persona offesa, non è obbligato «a essere presente» all'atto giudiziario.
Commentando l'urgenza della trasferta, il ministro Saverio Romano, che per primo ha rivelato la notizia, ha detto che la presenza del premier è essenziale in questo momento di turbolenza delle Borse, in quanto ci «sono delle dinamiche che possono anche tagliare fuori il nostro Paese». Da Bruxelles viene precisato che è stato il Cavaliere a richiedere gli incontri sia con il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso e con il presidente dell'Europarlamento, Buzek, sia con il presidente permanente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. Mentre il colloquio con Barroso e Buzek avverrà nel pomeriggio al Parlamento di Strasburgo, dove si riunisce come di consueto ogni settimana la Commissione europea, a Bruxelles ci sarà, nella mattinata, il faccia a faccia con Van Rompuy. Dall'Unione europea si fa notare che la presenza di Berlusconi nel cuore delle istituzioni europee, all'indomani delle dimissioni di Juergen Stark dalla Bce, rappresenterà un segnale importante per i mercati al fine di allentare le tensioni finanziarie. E da Palazzo Chigi viene filtrata la notizia che Berlusconi non riferirà soltanto di manovra, ma anche delle prossime riforme che il governo vuole fare negli ultimi 18 mesi di legislatura.
Duri i commenti delle opposizioni. La verità, taglia corto il portavoce Idv Leoluca Orlando, è che Berlusconi «scappa di nuovo dai giudici: il lupo perde il pelo ma non il vizio». Con questa decisione, incalza Enrico Letta (Pd), «abbiamo la conferma che il premier è uno che non fa il suo dovere e che usa il suo ruolo per fatti privati». «E' sconfortante», gli fa eco David Sassoli, capogruppo democrat all'Europarlamento, «vedere le istituzioni europee usate come paravento per fatti privati ed è umiliante l'imbarazzo delle segreterie del presidente della Commissione Barroso, del presidente del Consiglio europeo Van Rompuy e del presidente del Parlamento Buzek, che non sanno cosa rispondere sui motivi dell'incontro richiesto dal premier».