SULMONA - Dovranno tornare a viaggiare, teoricamente da oggi, praticamente non oltre la prossima settimana, pena «il ricorso ad un giudizio di ottemperanza», minaccia il sindaco di Acciano Fabio Camilli, le corse dell'Arpa soppresse con la determina direttoriale dell'azienda lo scorso 26 aprile ed entrata in vigore dalla fine di maggio scorso. Il tribunale amministrativo regionale ha infatti dato ragione al Comune di Acciano che si era visto, senza preavviso, tagliare le due corse (pari al 50 per cento del servizio) Sulmona-L'Aquila (delle ore 8) e L'Aquila-Sulmona (delle ore 12,25) nell'ambito della ristrutturazione dei servizi Arpa. «Corse vitali per i nostri cittadini - spiega Fabio Camilli - che le utilizzavano per motivi di lavoro e non solo. L'Arpa senza preavviso ci ha tagliato fuori dai collegamenti con le due città di riferimento del paese, invitandoci a prendere in sostituzione il treno, senza considerare però che le due stazioni ferroviarie più vicine si trovano a 2 e 7 chilometri di distanza e in un grave stato di abbandono». Accogliendo la richiesta di sospensiva e fissando il giudizio di merito al prossimo mese di giugno, il Tar ha di fatto congelato il piano di ristrutturazione deliberato ad aprile dall'Arpa e che, ma questo è ancora da interpretare, potrebbe non riguardare solo Acciano e la direttrice Sulmona-L'Aquila, ma potrebbe essere esteso a tutti i tagli operati in regione. «Abbiamo sostenuto la necessità di salvaguardia delle zone interne - spiega l'avvocato che ha curato il ricorso, Francesco Rosettini - contro un provvedimento privo di motivazioni e soprattutto che non è stato condiviso con i sindaci coinvolti». «Avevamo cercato una mediazione politica - continua il primo cittadino di Acciano - ma nessuno ci ha dato retta. Ora è stato il Tar, almeno in via cautelare, a restituire i diritti negati agli abitanti di Acciano che, e questo è motivo di soddisfazione, sono stati giustamente ritenuti dai giudici amministrativi cittadini come tutti gli altri». Le corse Sulmona-L'Aquila servono un bacino geograficamente molto ampio e frastagliato, permettendo in particolare alla Valle Subequana di attenuare l'isolamento con il resto della regione.