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Data: 15/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Filobus, rischio salasso e il Consiglio si svuota. D'Angelo: «Il piano economico non si regge»

Sette consiglieri presenti all'appello delle 16,15, soltanto dieci un quarto d'ora più tardi. E' stata sciolta per mancanza di numero legale la seduta di consiglio comunale che ieri pomeriggio avrebbe dovuto affrontare, discutere e, per la prima volta nella storia, ufficializzare con un voto il tracciato della filovia sulla Strada parco. «Un'altra pagina nera di questa maggioranza, incapace di governare e di esprimersi su un argomento tanto sentito dai pescaresi come quello del filobus» hanno criticato gli esponenti del Pd. Da Camillo D'Angelo a Del Vecchio, da Fusilli a Blasioli a Corneli e Di Pietrantonio, sono rimasti fuori degli scranni ad osservare e a commentare una situazione imbarazzante per il centrodestra. «Non è una fuga programmata, non c'è nessun teorema dietro queste assenze» s'è affrettato a precisare il vice presidente del consiglio comunale Giovanni Santilli, che ieri ha presieduto la seduta sin dal mattino. Ciò detto, lo stesso Santilli è stato il primo a sfogarsi stigmatizzando il comportamento dei colleghi di maggioranza: «E' una vergogna» ha detto, richiamando i consiglieri ai loro impegni e doveri.
«Una mozione approvata, ecco quanto ha prodotto la seduta di oggi» ha ironizzato Fusilli, rimarcando la delibera sul Pp2 ritirata in mattinata dall'assessore Antonelli.
Il mancato rientro in aula per la ripresa dei lavori ha impedito all'assemblea di far luce sul presente e sul futuro della filovia: il Consiglio avrebbe dovuto concludere la procedura del tavolo tecnico e dichiarare con voto che non vi sono percorsi alternativi alla Strada parco per il passaggio del Filò; subito dopo avrebbe quindi dovuto votare la cessione dell'area di via Ruggero Settimo su cui dovrà sorgere la stazione elettrica di alimentazione del mezzo pubblico veloce. La chiusura della seduta per mancanza di numero legale ha lasciato Camillo D'Angelo, consigliere Pd, con le cartucce inesplose: era pronto ad accendere la discussione riproponendo, munito di verbali della Commissione tecnica, gli interrogativi che ad oggi attendono risposte concrete riguardo agli effettivi costi di manutenzione e di gestione della filovia. «Le cifre ipotizzate in questi documenti, con le proposte delle ditte in gara a suo tempo, confermano che il piano finanziario della filovia non sta in piedi, non per niente è la stessa commissione a esprimere forti dubbi». Secondo i calcoli di cui D'Angelo è in possesso, «si prevedono 2 milioni e 700mila euro di costi a fronte di 500mila euro di biglietti venduti all'anno, senza dimenticare che parliamo di un percorso di soli 7 chilometri e non di 26 come avrebbe invece dovuto essere. In sintesi, parliamo di un'opera dai costi antieconomici destinata perciò a fallire». Ci sono poi altri dettagli e altri interrogativi che D'Angelo e tutto il Pd invitano a considerare: il Filò non è ancora stato costruito; la Strada parco non ha un fondo d'asfalto abbastanza solido per sostenere quei mezzi molto pesanti e rischia di cedere al loro passaggio, e chi pagherà i danni? E come mai in tutto questo tempo l'azienda appaltatrice non ha mai chiesto uno stato di avanzamento di lavori e un aggiornamento prezzi? «Verifiche che abbiamo rivolto al Ministero da cui attendiamo ancora oggi risposta».


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