Acerbo (Rc) insiste: «Tutti ricordano il suo appoggio al Pdl»
PESCARA. «La nomina di Amicone all'Arta è antecedente di mesi alle intercettazioni telefoniche con Lavitola cui si fa riferimento. Pertanto, non c'è assolutamente alcuna relazione tra i due casi». E' la risposta che il governatore Gianni Chiodi affida al suo portavoce Enrico Mazzarelli a chi come Idv e Rifondazione chiede la testa di Mario Amicone da direttore dell'Arta (agenzia regionale per l'ambiente) dove era stato nominato a marzo.
Chi prende le distanze da Amicone è l'Udc che, a poche ora dalla diffusione degli sms intercettati, invia la seguente nota: «Amicone non fa più parte dell'Udc dal settembre 2008, nelle elezioni regionali dello stesso anno è stato tra i promotori della lista "Rialzati Abruzzo" a sostegno del futuro presidente Gianni Chiodi, contrapposto all'allora candidato del centrosinistra Carlo Costantini e a quello dell'Udc Rodolfo De Laurentiis». «Mario Amicone si deve dimettere», insiste il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Rc): «Da questa storia escono confermate le ragioni della protesta di Rifondazione contro la nomina di un personaggio come Amicone ai vertici dell'Arta, si conferma che la "rivoluzione meritocratica" di Chiodi è una presa in giro. Non sapevamo che a selezionare le nomine fosse un personaggio come Lavitola. Possiamo facilmente intuire», conclude, «che cosa Amicone ha fatto per il Berlusconi: tutti ricordano il cambio di schieramento alla vigilia delle regionali, l'abbandono dell'Udc e il sostegno elettorale dato a Chiodi. Il quadro che emerge sul Pdl abruzzese e nazionale è sempre più squallido. Dopo la cricca degli amici di Verdini e Gianni Letta, ora finiamo nelle indagini sui "papponi" e le estorsioni». Rifondazione invita lo stesso presidente Chiodi a riflettere sulla permanenza di Amicone all'Arta.
«Ora che sappiamo che il latitante Lavitola è il gancio di Amicone con il Pdl e con Chiodi e visto che Amicone non è un esperto in materie ambientali, Chiodi deve spiegare agli abruzzesi perché lo ha nominato alla Direzione generale dell'Arta, se non lo farà, ci penseremo noi», replicano Carlo Costantini, capogruppo Idv in consiglio regionale, e Cesare D'Alessandro, vice capogruppo Idv. Sulla questione interviene anche il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale Idv: «Il direttore di un ente regionale dev'essere al di sopra di ogni sospetto e dubbio. Se fossimo in un paese normale non avremmo dubbi sulle dimissioni; visto, però, che è in buona compagnia di esponenti del centrodestra è facile immaginare che continuerà a restare al suo posto con un lauto stipendio, pagato con le tasse degli abruzzesi ed i favori di Lavitola».
La carriera. Ex sindaco e assessore
MARIO Amicone è di Miglianico e 5 giorni fa ha compiuto 66 anni. Sposato, ha due figli, laureato in Economia e commercio. Ha svolto incarichi di consulente contabile. A Miglianico è stato eletto sindaco dal 1985 al 1993. Componente del Comitato di gestione della Asl di Chieti dal 1986 al 1992, commissario del Consorzio Asi Val Pescara dal 1993 al 1994. Dal 1985 al 1995 è stato anche consigliere della Provincia di Chieti, assumendo la presidenza dal 1993 al 1995. Nel maggio 2000 è stato assessore regionale ai Trasporti.
In politica è entrato con la Dc, per poi passare al Ccd e all'Udc. Nel 2008 è approdato al Pdl in occasione delle regionali. Da ultimo è confluito nella lista Rialzati Abruzzo.