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Pescara, 16/06/2026
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16/09/2011
Il Messaggero
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Caso-Tarantini, bufera su Amicone «Berlusconi mi dia quell'incarico, ho fatto tanto per lui». Scoppia la polemica |
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L'inchiesta di Napoli tocca l'Abruzzo. Intercettato uno scambio di sms tra il direttore dell'Arta e Lavitola
«Francamente oltre che sfiduciato sono deluso e mi sento preso in giro. Credo che il presidente, per quanto impegnato, se qualcuno gli ricordasse chi sono...», scrive Amicone. E nel secondo sms continua: «...cosa ho fatto e le promesse fatte a me, si arrabbierebbe e chi mi dovrebbe designare sa quale è l'incarico possibile». Lavitola risponde: «Ti do la mia parola che farò leggere il tuo sms al presidente. Ti assicuro che non dimentico». Cosa aveva fatto per Berlusconi, direttore Amicone? «Avevo fatto molto - risponde lui dal suo ufficio dell'Arta a Pescara - ero uscito dall'Udc ed avevo portato i miei voti e quelli di molti amici e sostenitori, al Pdl e a Gianni Chiodi, che nel 2008 si candidò a presidente della Regione. Lasciando a secco Rodolfo De Laurentiis, che si era candidato da solo per l'Unione di centro di Casini». E non è poco. Ma come conosceva Lavitola? «Per caso. Quando sono uscito dall'Udc fui contattato, attraverso Giorgio De Matteis, dalla senatrice Maria Claudia Ioannucci, che mi preannunciò la telefonata di un amico. All'epoca davano la caccia ai fuoriusciti dell'Udc. E infatti due giorni dopo mi chiamò questo Lavitola». Cosa le disse? «Stava organizzando un pranzo a Palazzo Grazioli col presidente Berlusconi. Mi invitò, mi disse che stavano organizzando un movimento politico nuovo: all'epoca ero consigliere regionale e presidente della commissione di vigilanza». Lei cosa fece? «Naturalmente ci andai. Quella mattina, sotto palazzo Grazioli, incontrai l'ex giornalista Rai Francesco Pionati, che partecipò con noi al pranzo. A tavola Pionati ci preannunciò la costituzione dell'Alleanza di centro. Berlusconi fu brillante e alla mano come al solito. In quell'occasione promisero premi, riconoscimenti, incarichi di prestigio per chi avesse aderito. Tanto che Pionati mi chiese di portare nel movimento anche altri consiglieri. Ma io nel frattempo avevo preso contatto con Filippo Piccone e Gaetano Quagliariello per transitare nel Pdl, e non se ne fece nulla». Quindi lei a maggior ragione chiese di onorare i patti, cioè l'incarico che le avevano promesso: dal centro direttamente nelle braccia di Berlusconi, più di quanto si augurassero. A proposito, di cosa si trattava? «Si trattava di un prestigioso incarico nazionale. Per questo io ho inviato quei due sms a Lavitola, per verificare se avevano intenzione di rispettare i patti. Gli ho anche nascosto che nel frattempo in Abruzzo ero diventato direttore dell'Arta». Un incarico che le è sempre stato stretto. «Sì, io avrei voluto diventare direttore dell'Arpa, in virtù delle mie competenze come ex assessore regionale ai trasporti. Ma alla fine mi hanno dato l'Arta». Quante volte ha visto Lavitola? «Lo vidi a Roma e un'altra volta a Montesilvano, in occasione del comizio finale di Berlusconi per Gianni Chiodi. Era arrivato al fianco del presidente e si era seduto in prima fila ad ascoltarlo. In quell'occasione Berlusconi mi ringraziò pubblicamente, disse testuale «un grazie di cuore all'amico Mario Amicone». Naturalmente era stato Lavitola a suggerirglielo». Naturalmente.
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