UN PULLMAN azzurro da 50 posti, di quelli della compagnia del trasporto pubblico laziale, parcheggiato in via del Tritone, sotto gli uffici del ministro degli affari regionali Raffaele Fitto. Un modo scenografico per accompagnare la protesta dei governatori che hanno deciso di riconsegnare i contratti di servizio con Trenitalia e con le società che si occupano del trasporto su gomma. «Un gesto simbolico ma pieno di contenuti - spiega la Polverini - visto che da gennaio 2012, con il taglio dei trasferimenti, non saremo in grado di offrire lo stesso servizio».
Mancano complessivamente 1 miliardo e 450 milioni di euro: un taglio del 75% dei fondi che rischia di bloccare uno dei servizi fondamentali per i cittadini anche nel Lazio. A far dire alla Polverini, però, che «la protesta ha funzionato» (quasi una frenata, dopo giorni di critiche, accuse e mezzi ultimatum) è la decisione di Fitto di convocare per la prossima settimana un tavolo istituzionale di confronto tra l'esecutivo e regioni, province e comuni. Una «commissione paritetica - afferma il ministro - che, complessivamente, dovrà affrontare nel merito anche le tematiche legate ai costi della politica e al patto di stabilità».
Gli altri governatori sono meno ottimisti della Polverini.
E non solo quelli di centrosinistra. Anche Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, resta convinto che, finora, «è stato fatto un passo avanti nel metodo, nulla è stato detto sui contenuti». La presidente del Lazio, però, è più prudente e conciliante: «Fino alla convocazione del tavolo restiamo in attesa, confermiamo il percorso di mobilitazione e auspichiamo che, a saldi invariati, si possa far sì che i mezzi pubblici dal primo gennaio 2012 continuino a circolare». Un atteggiamento più morbido da parte della governatrice che ieri ha incontrato a palazzo Grazioli il premier Silvio Berlusconi che aveva criticato pesantemente nei giorni scorsi. È per questo che ha ammorbidito il suo atteggiamento? «No, assolutamente - risponde la Polverini - posso dire, invece, che Berlusconi ha compreso la nostra preoccupazione. Ci rendiamo conto che c'è l'Europa che ci impone, almeno nell'entità una manovra. Secondo me la sensibilità di Berlusconi in queste ore si sta facendo sentire. È evidente che i saldi della manovra non si possono cambiare, però è evidente che nessuno, nemmeno lui, può consentire a questo Paese di arretrare rispetto ai servizi primari. Ho avuto una sua disponibilità e ne farò tesoro».
Ma della disponibilità di Berlusconi, la Polverini non sa se fidarsi fino in fondo. Auspica che, nel tavolo col governo «si possa trovare un accordo», almeno sul trasporto pubblico.
Sperando, piuttosto, che non sia necessaria una nuova manovra aggiuntiva. «Se così fosse - conclude la governatrice - sarebbe un problema serissimo per tutti».
LA PROTESTA Polverini è andata con un bus Cotral
davanti al ministero degli Affari regionali per protesta contro i tagli al Tpl