FUORI due. Ai primi di agosto era toccato a Metronapoli, e al suo amministratore delegato Antonietta Sannino. Ieri è saltato anche il presidente dell'Anm, la principale azienda di trasporti municipale. Antonio Simeone esce dalla sala comandi insieme agli altri membri del Consiglio di amministrazione: Enrico Pennella, Mario Cacciola, Vincenzo Gargiulo, Sergio Bocchetti. Cedono il posto a un amministratore unico, operazione già attuata con la nomina di Alberto Ramaglia a Metronapoli. All'Anm arriva invece Renzo Brunetti. Laureato in fisica, Brunetti dirigeva dal 2007 la Atm, l'azienda trasporti di Ravenna, ma in passato è stato anche direttore generale dell'Ataf a Firenze, presidente della Actv a Venezia e della Atc a Bologna (dove era assessore proprio Anna Donati, attuale assessore ai trasporti a Napoli). L'ultimo incarico, al quale stava lavorando, era quello di direttore di StartRomagna, l'azienda nata dalla fusione delle tre società di trasporti di Ravenna, Rimini e Forlì. Incarico di non poco conto, visto che l'obiettivo dichiarato della giuntaè quello di fondere anche qui Metronapoli, Anm e Napolipark. La decisioneè stata assunta nonostante un tentativo in extremis del Pd. Una delegazione, composta dal commissario Andrea Orlando, dal capogruppo Ciro Fiola e dal responsabile per le partecipate Umberto De Gregorio, era salita a Palazzo San Giacomo per suggerire proprio alla Donati di non procedere con la falce, per evitare «contenzioso e costi». La spada dei ricorsi pende infatti sul Comune già per le vicende di Sannino e di un paio di consiglieri di Asìa a suo tempo defenestrati. Il Pd suggeriva invece la liquidazione delle tre società e la contemporanea cessione dei tre rami di azienda a una Newco. Per giunta Fiola andava poi in Consiglio, per la seduta contro la manovra del
governo (dove il centrodestra comunque non firmava il documento proposto dall'Anci) e avvertiva l'assessore
Riccardo Realfonzo: «Il giudizio sul bilancio naturalmente ce lo riserviamo a fine mese, una volta visti i riequilibri». Insomma, c'erano già nubi sul feeling che lo stesso Pd aveva ristabilito una settimana fa col sindaco proprio sulle partecipate.
D'altro canto in quel momento Realfonzo era già all'assemblea dei soci di Anm, dove si stava votando la novità. Ne usciva dichiarando che «il riordino delle partecipate prosegue», poi definiva Brunetti «tecnico particolarmente qualificato,a cui affidiamo il delicato compito di razionalizzare i costi della societàe rendere più efficiente il trasporto pubblico cittadino». Anche la Donati definiva Brunetti «garanzia di un efficace e
rapido percorso verso la fusione con Metronapoli e Napolipark».
«Era nell'aria che prima o poi dovesse finire», commentava invece Simeone. Poi aggiungeva: «Voglio vedere un attimo le motivazioni. Se c'è un senso politico, bene. Se invece la cosa suonerà offesa al mio lavoro, mi difenderò».
La battaglia legale è dietro l'angolo. Ci sarà anche quella politica: ora i partiti chiederanno a Realfonzo perché non sia stata ancora toccata Napolipark, dove siede Francesco Saverio Lauro, nominato dallo stesso Realfonzo quando era ancora in giunta con la Iervolino.