PESCARA. Parte da Pescara l'intercettazione della telefonata tra Valter Lavitola e Silvio Berlusconi in cui il direttore dell'Avanti raccomanda il generale Emilio Spaziante, attuale comandante per l'Italia centrale della Gdf, per diventare il «numero due» delle Fiamme Gialle. E' ottobre 2009 e la Procura di Pescara sta indagando sulla presunta evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro. Per quell'indagine finisce in carcere, il 21 ottobre 2010, l'imprenditore abruzzese del settore aereo Giuseppe Spadaccini, all'epoca capo della Sorem srl, società concessionaria del maxi appalto per lo spegnimento degli incendi boschivi attraverso l'utilizzo della flotta di Canadair di proprietà della Protezione civile. Spadaccini avrebbe chiesto aiuto a Lavitola per contrasti con l'allora numero uno della Protezione civile Guido Bertolaso. Ed è in questo giro di telefonate che gli inquirenti si imbattono nella conversazione tra Berlusconi e Lavitola (non indagato nell'inchiesta pescarese, «chiusa» lo scorso agosto e ora nelle mani del gup con la richiesta di rinvio a giudizio di Spadaccini e altri 16).
Nella telefonata Lavitola suggerisce a Berlusconi di riproporre il lodo Alfano, sia pure in forma modificata.
- Berlusconi: No, no, no, no. Non ho una maggioranza così completa.
- Lavitola: No, presidente, mi scusi, non mi sono spiegato: si ripresenta il Lodo Alfano con qualche...
- Berlusconi: Sì, ma non me lo approvano i fascisti, cioé Fini non ci sta.
- Lavitola: A ripresentare il Lodo Alfano?
- Berlusconi: Sì.
- Lavitola: Ma lei ci ha parlato?
- Berlusconi: Ma no, non ci ho parlato...
- Lavitola: Presidente vedrà che lui su questo ci sta, altrimenti qui rischia di scoppiare tutto. Mica è scemo veramente, questo. Mica è scemo, presidente: guardi questa può essere la soluzione.
- Berlusconi: Ma non credo che possa poi il Parlamento ripresentare una legge...
- Lavitola: Ma lei mica la ripresenta identica, lei la ripresenta con qualche modifica e questo gli riblocca tutto e in tre mesi arriva la prescrizione e chi se ne frega.
Lavitola passa all'argomento Guardia di Finanza.
- Lavitola:... Quella questione di cui le venni a parlare...Si ricorda qual era la faccenda del generale? O no?
- Berlusconi: Sì, che lui si proponeva..
- Lavitola: No, non per fare il numero uno. Per fare una mediazione e lui fare il numero due. La mediazione la sta facendo il ministro ed è quasi fatta. Lei mi autorizzò a parlargliene. Lui mi ha detto che teneva tutto fermo fino a quando lei non si muoveva e noi si rischia il caso che da persone proprio amiche amiche amiche rischiamo insomma quanto meno che gli diventiamo antipatici.
- Berlusconi:... e allora lo devo chiamare.
- Lavitola: Lo deve chiamar subito. Perché queste qui sono cose che se noi i problemi non li risolviamo alla base...
- Berlusconi: Gli fissiamo un appuntamento.
- Lavitola: Un appuntamento a breve giro.
- Berlusconi: Allora lui si chiama? Spaziante.
- Lavitola: Marinella ha tutto. Se lei lo facesse chiamar subito. Io adesso sto andando a un appuntamento lì. Sono tornato ieri dal Brasile.
- Berlusconi: Si, si va bene.
- Lavitola: Un'ultima cosa. Ho mandato un appunto a Marinella dove anche sul finanziamento all'editoria Tremonti, la sa tutta bene Bonaiuti la cosa, Tremonti ha detto che non concede questi soldi che già ci sono per legge approvata in Parlamento. Se non ci parla lei. Marinella ha l'appunto.
- Berlusconi: E' solo una cosa nei confronti del tuo giornale?
- Lavitola: No, non è solo nei confronti del mio giornale. Il mio giornale ovviamente salta. Ma c'è anche Libero, ci sono anche altri giornali che pigliano il finanziamento pubblico, anche quelli della sinistra.
- Berlusconi: Va bene.