PESCARA - Valter Lavitola e l'Abruzzo politico e imprenditoriale. Un rapporto che emerge in modo chiaro dalle intercettazioni telefoniche, ma che non è stato del tutto approfondito nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe Spadaccini, quella nella quale viene fuori il «piacere» a Mario Amicone (a caccia di incarichi politici) e persino la telefonata a Berlusconi, nella quale Lavitola parte dal lodo Alfano per finire nel chiedere l'intervento del premier sulla cosa che gli sta più a cuore: il finanziamento al suo giornale, l'Avanti.
Di Lavitola se n'era parlato all'indomani dell'arresto di Spadaccini, il re degli aerei, finito in carcere per una presunta maxi evasione fiscale da 90 milioni di euro con società estero vestite. Se ne parlò in relazione ad alcuni milioni di euro che l'imprenditore abruzzese avrebbe versato a Lavitola per delle pubblicità. Pubblicità che riguardavano la Sorem e la compagnia Italy, due società gestite dallo stesso imprenditore abruzzese: somme che appaiono evidentemente fuori misura e sproporzionate. Tre milioni di euro, almeno è questa la cifra che appare nelle carte della procura pescarese, sembrano davvero eccessive per delle semplice inserzioni pubblicitarie sull'Avanti. Somme che attirarono le attenzioni delle fiamme gialle che comunque accertarono l'effettiva uscita di quelle pubblicità, anche se pagate a peso d'oro.
Lavitola esce comunque fuori un po' dappertutto come il prezzemolo in inchieste diverse e macina soldi a non finire. E proprio per questa sua peculiarità finì all'attenzione della procura di Pescara che decise di mettere le sue utenze sotto controllo. E' evidente che da quelle telefonate, che spaziano per tutto l'arco costituzionale e si infilano in vari partiti politici di livello locale e nazionale, ne viene fuori un personaggio che si avvicina più ad un faccendiere che a un direttore di giornale: un uomo comunque capace di arrivare ai vertici della politica e dunque anche a parlare in maniera disinvolta con il premier Berlusconi. Con Spadaccini, stando almeno alle indiscrezioni investigative, questi rapporti sarebbero andati avanti fino a tempi piuttosto recenti. E fu lo stesso Spadaccini, nel corso di uno dei suoi interrogatori con il Pm, a tirare in ballo Lavitola, che comunque era già incardinato nella lista delle telefonate interessanti. Spadaccini parlò del direttore dell'Avanti e della sua sponsorizzazione al giornale: «Lo feci per gratitudine nei confronti di Lavitola», disse parlando di Bertolaso che all'epoca voleva revocargli l'appalto dei Canadair per favorire il fratello. Fu allora che Spadaccini chiese aiuto a Lavitola: «Riuscimmo ad ottenere - spiegò Spadaccini - una raccolta di firme di 200 parlamentari a mio favore. Il suo intervento fu fondamentale». Insomma uno spaccato inquietante di rapporti politico-imprenditoriali davvero poco chiari che nessuno fino ad oggi, almeno in Abruzzo, ha approfondito. Certo la telefonata con Berlusconi, che sembra non fosse peraltro mai stata sbobinata e richiesta da nessun legale nell'ambito dell'inchiesta su Spadaccini in quanto non attinente a quel procedimento, qualche problema alla procura di Pescara lo sta creando. Tanto è vero che l'ufficio del Pm Mirvana Di Serio, titolare dell'inchiesta conclusa soltanto il mese scorso, ieri mattina era affollatissimo, con i vertici della Guardia di Finanza, che hanno condotto quelle indagini, in prima linea.