ROMA. La Uil proclama lo sciopero generale per tutti i settori pubblici per il 28 ottobre e annuncia una manifestazione nazionale a Roma «contro la politica del Governo sul pubblico impiego, a partire dal blocco della contrattazione». Apprezzamento per la decisione arriva dalla Cgil, mentre la Cisl, che pure annuncia una sua mobilitazione a partire dal 12 ottobre, sottolinea che lo sciopero non è all'ordine del giorno. In particolare la leader della Cgil «saluta con soddisfazione il fatto che finalmente anche la Uil, dopo la Cgil, ha deciso di prendere le distanze da un Governo che con la sua politica si accanisce da tre anni contro i lavoratori pubblici e le pubbliche amministrazioni e i cittadini».
«Mi auguro - prosegue Susanna Camusso - che dopo la Uil anche le altre organizzazioni sindacali decidano finalmente di far sentire la loro voce contro il governo. Chiaramente la Cgil è sempre disponibile alle iniziative unitarie di mobilitazione che si vorranno mettere in campo». Lo sciopero è stato annunciato dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti nel corso del Comitato centrale dell'organizzazione nel quale ha ribadito anche la richiesta al governo di una riforma fiscale a favore dei dipendenti e dei pensionati già nelle prossime settimana. A sostegno di questa richiesta Angeletti proporrà agli altri sindacati lo sciopero di un'ora di tutti i lavoratori dipendenti. «Basta con gli schiaffi ai dipendenti pubblici - affermano i segretari di Uil-pa, Uil-Fpl, Uil scuola e UIl ricerca e Università - non ci stiamo più». In particolare la Uil con lo sciopero che sarà di 8 ore e riguarderà tutte le categorie dei dipendenti pubblici (oltre 3 milioni i lavoratori) vuole esprimere il dissenso sulla politica del Governo sul blocco dei contratti.