BARI - Giampi va a Pechino, al Bagaglino, allo stadio, alla cena con i ministri e con la Confindustria, sugli aerei militari di Stato. Senza limiti, con le pretese che crescono, e la certezza che i suoi desideri verranno esauditi finché lui, il presidente del Consiglio, vorrà incontrare le sue donne. Finché, lui, Berlusconi continuerà a fidarsi, tanto da confidargli: «Questo è il mio nuovo numero di cellulare, l'ho cambiato perché ci siamo accorti che l'altro era intercettato».
Il G8 a Pechino. È marzo del 2010, quando l'imprenditore barese chiama al telefono Enrico Intini. E nel mezzo del discorso gli chiede: «Tu a Pechino c'hai qualcuno che conosci per l'8? Perché io vado la settimana prossima quattro giorni con lui là, per il G7...il G14...non so che cazzo ha e mi vuole portare con lui....Volevo qualche indotto per organizzare una serata...una cena, perché lui ha detto che si rompe i coglioni a fare quelle cose ufficiali, formali, che stanno là». Intini dice che ci penserà, e Tarantini insiste: «Non ha lì la produzione Forte Canio?». «No - risponde - bisogna vedere qualcuno nella moda. Vedo io, un attimo. Al limite lo mandiamo prima da qua». Pochi giorni dopo Tarantini ci riprova con Totò Castellaneta. «Chi abbiamo noi a Pechino che mi può organizzare una serata, e mi può indicare i posti?». E lui dà il nome di un amico, al quale poi Gianpi si rivolgerà. Ma è Elvira Savino, l'onorevole del Pdl, che lo prende meno sul serio: «Te ne va cinque giorni con le geishe, praticamente cambiate genere».
Marinella si occupa del visto per la Cina. Qualche tempo prima, un altro viaggio aveva coinvolto lo staff del premier per aiutare Tarantini. Alla vigilia della partenza per il viaggio ufficiale di Berlusconi in Cina, nell'ottobre del 2008, la segretaria Marinella Brambilla riesce a far avere a tempo di record, in cinque ore, un visto per Gianpaolo. A scriverlo sono i pm di Bari che hanno inserito negli atti sulla conclusione delle indagini anche alcune di queste intercettazioni. In una conversazione del 21 ottobre il premier richiama Gianpi perché ha trovato una sua telefonata. «Eccomi Gianpaolo». «Presidente, buonasera - si prostra il giovane barese - la volevo ringraziare perché Marinella è stata superlativa, praticamente oggi siamo riusciti ad avere il visto in 5 ore». «Benissimo - replica Berlusconi - allora partiamo domani sera».
Santo subito a Napoli. Di ritorno da Parigi ha una cena con i giovani imprenditori: «Ero circondato da tutti questi ragazzi - dice a Giampi - gli ho parlato di Cina, pendevano dalle mie labbra...e delle donne a go-go. Ho preso otto numeri. Era in un locale a Milano, di Purini. Naturalmente mi hanno offerto tutto, champagne a fiumi, il proprietario è diventato matto, una cosa di brasiliane, russe, italiane. Ho i numeri di tutte. Purtroppo non c'ho il tempo, perché adesso vai in giro...fai così...e tanghete. A Napoli, poi, non ti dico cosa succede. Quando vado lì ormai sono santo veramente».
L'offerta di Sky. Racconta Tarantini, in uno dei verbali di interrogatorio davanti ai pm che, dopo il ciclone D'ddario, venne contattato da Sky. «Mi offrirono un miluione di euro per un'intervista, ma io ho rifiutato».
Apicella, il Bagaglino e lo stadio tra i super vip. Non soltanto le occasioni ufficiali tra ministri e imprenditori, Gianpi è al fianco del premier in ogni occasione. Anche all'anteprima del concerto di Apicella. «Devo andarci assolutamente, lui è nostro, ed è molto bravo. Porta le donne che vuoi, poi andiamo a cena con il corpo di ballo del Bagaglino». Ci sono biglietti per lo stadio, posti tra i vip riservati da Palazzo Chigi.
«Ti aspetta un aereo militare». Dopo il viaggio con le ragazze a bordo, Gianpi ci riprova. È a Milano per lavoro, si sente al telefono con il presidente. Lui gli consiglia di vedere la partita del Milan, poi ci sono chiacchiere vivaci sulle donne, che i pm hanno preferito sbianchettare per la pesantezza dei toni. L'imprenditore chiede al premier se il giorno dopo tornerà a Roma. «Posso approfittare di un passaggio? Così le parlo pure di una cosa a voce», azzarda. «All'una e mezza al militare», dice il Cavaliere. Do il tuo numero».
La cena a Villa Madama. Il 22 ottobre 2008 Berlusconi invita Tarantini, già sotto inchiesta per droga, a partecipare alla cena a Villa Madama, dove sarà presente il gotha dell'imprenditoria italiana, i ministri Tremonti, Scajola, Frattini e Fitto, l'ad di Telecom Franco Bernabè, Giovanni Perissinotto (Generali), Massimo Sarmi (Poste Italiane) e Mauro Moretti (Ferrovie). I due si accordano il giorno prima, quando il capo del governo gli dice: «Domani sera c'è una cena...ho una cena...di tanti importanti industriali a Villa Madama, quindi se tu vieni all'aeroporto e vuoi stare a cena con questi industriali...me lo dici».
Il ruolo della Savino. L'amicizia che l'imprenditore ha con l'onorevole è di vecchia data. Sarà lei a dargli il numero di Carolina Marconi, che «fa impazzire il premier». E sempre a lei, Tarantini chiederà di intercedere per realizzare il suo sogno: diventare europarlamentare. «Posso parlargliene, certo - gli spiega il deputato - ma è meglio se glielo chiedi tu direttamente. Glielo hai fatto qualche accenno?». Gianpi, però crede poco a questa soluzione: «Sì, qualcosa, però Elvira quello non capisce un ca... quello pensa solo alle femmine». E la Savino: «Io te l'ho cercato di dire in tutte le lingue sto fatto». E l'amico continua: «A quello non gliene fotte più un cazzo di niente». «Ah ecco, nessuno ci crede, ma che gli devi dire a quello, che gli puoi dire», è ancora la Savino a parlare. «Nooo, non gliene fotte un cazzo», è la conclusione di Gianpi. E l'onorevole conferma: «Zero zero».