ROMA. «Io vorrei chiamare il capo per... la cosa di mio fratello, perché la produzione parte tra pochissimo e stanno chiudendo il cast... Poi se me lo fa il favore, se me lo fa il favore, poi, sarà ben ricompensato...». È il 28 gennaio 2009, Manuela Arcuri al telefono con Gianpaolo Tarantini fa intendere che sarebbe stata disposta a "ricompensare" Silvio Berlusconi, non prima di aver ottenuto un favore per suo fratello, Sergio Arcuri.
Dal deposito delle migliaia di pagine di intercettazioni telefoniche sull'inchiesta barese sulle escort, emergono chiaramente i ripetuti tentativi dell'imprenditore barese, tra fine 2008 e inizio 2009, per realizzare il "sogno" del premier: un rapporto a tre con la Arcuri e con la sua amica del cuore, l'ex valletta Francesca Lana. Più d'uno gli appuntamenti che sfumano, alla fine l'attrice di Latina si tira sempre indietro. E a differenza della Lana, Manuelona non passerà mai una notte con Silvio. Sarà poi un'intervista televisiva (rilasciata alle "Iene") poco gradita al Cavaliere a far depennare la Arcuri dalla lista delle preferite. «..Mi sarei sentito imbarazzato di essere andato con una troia così... vabbè cancellata» dice il presidente del Consiglio a Gianpi in un'intercettazione del 18 febbraio 2009. Fino ad una settimana prima però, i tentativi del faccendiere barese di portare Manuelona dal premier insieme alla Lana erano ancora frenetici. I primi approcci in realtà, risalgono al dicembre dell'anno precedente, quando Tarantini prospetta alla Arcuri «fulgidi traguardi professionali» (scrive la la Gdf) in cambio di «una notte in compagnia del Presidente».
«A quello dovete fargli un bel numero tu e l'amica tua» dice Tarantini alla Lana in una telefonata del 6 dicembre 2008. L'11 dicembre la Lana riferisce a Tarantini la conversazione telefonica avuta con l'amica (la Arcuri): «"E poi dobbiamo parlare di quella cosa a due" ha detto Manu "ma ti rendi conto, minimo per quello, se dovessimo fare una cosa del genere, deve già avere il contratto davanti firmato». In più occasioni la Lana si sfoga con Tarantini sul comportamento egoista dell'attrice: «Manuela fa la furba, chiede i favori per telefono e neanche gliela dà». Dopo due tentativi andati a monte (e nei quali Tarantini suggeriva alla Arcuri di vestirsi in modo provocante per «far impazzire» il premier), il 10 febbraio 2009, alle 22.07, la Lana parla con Tarantini della terza serata programmata a Palazzo Grazioli per l'indomani. «Io sì rimango senza problemi... Manuela dice che se non vede sto cammello.. lei dice "fin quando non ho una certezza che quello che voglio accada non faccio niente per lui"». Ma anche questo appuntamento fallisce. E il «sogno» come lo chiama Tarantini di «far prostituire le ragazze in coppia» - si legge nelle carte - rimane tale: il Cav boccia la Arcuri alle "Iene".
Durante l'indagine le telefonate tra Tarantini e la Arcuri spingono gli investigatori ad approfondire il ruolo di quest'ultima «in relazione all'induzione della Lana a prostituirsi», ma gli eventuali riscontri devono essersi risolti in un nulla di fatto, visto che la show girl non è indagata.