I giovani dell'Idv polemici: mandategli le email chiedendo un posto di lavoro
PESCARA. «Se ritelefonerei a Lavitola? Certo che lo rifarei, non ho mica commesso un reato chiedendogli un favore». Mario Amicone non si pente dei messaggini che ha inviato, in giugno, all'ex direttore dell'Avanti chiedendogli di intercedere con Berlusconi per un incarico politico nazionale.
La linea difensiva dell'ex assessore regionale ai Trasporti, che nel 2008 passò dall'Udc al Pdl, gira intorno alla frase «così fanno tutti» che aveva già riferito in un'intervista al Centro. Amicone sostiene di essere tirato in ballo ingiustamente nelle intercettazioni: «Io Lavitola lo conoscevo in quanto amico di Berlusconi, non sapevo che fosse coinvolto nelle indagini che sono emerse successivamente. E comunque a lui mi sono rivolto sempre e solo per motivi politici di partito, non personali. Quindi, come avviene da sempre in politica, lo rifarei».
Ma il nome di Lavitola prima del giugno 2011 era emerso anche dall'inchiesta di Pescara sull'evasione fiscale dell'imprenditore Giuseppe Spadaccini. «Non lo sapevo, non l'avevo letto», si schermisce Amicone. Lavitola, spiega, l'ha conosciuto in occasione degli incontri per costituzione del movimento politico di Alleanza di centro (a cui poi non ha aderito): la prima volta a Palazzo Grazioli a Roma, la seconda a Villa Vomano durante una visita elettorale di Berlusconi in Abruzzo. Amicone aggiunge, poi, di essere disposto a telefonare di nuovo a Lavitola: «Se dovesse servire per avere un ruolo politico o istituzionale che possa portare vantaggi all'Abruzzo, lo rifarei ancora. Non avrei timore a telefonare a Lavitola. La cosa che mi dispiace è che i messaggi sono stati strumentalizzati per bassa politica».
A tal proposito, il direttore dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente critica quegli esponenti politici regionali, quali Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista, e Alfonso Mascitelli dell'Idv, che hanno chiesto le sue dimissioni. «Chiedano le dimissioni», afferma, per qualcosa che riguarda la mia attività nell'Arta. a Dovrebbero farsi i conti in casa propria. E' l'ultima volta che ne parlo.
Si dimettano loro».
Il direttore dell'Arta risponde anche a chi gli fa notare che il coordinatore regionale del suo partito, il senatore Filippo Piccone, ha detto che quella dei messaggini a Lavitola è una questione di opportunità. «Personalmente posso anche dissentire da questo modo di fare politica, è un modo che non ci appartiene, ma questo non inficia nel giudizio positivo che abbiamo di Amicone nel ruolo che sta svolgendo all'Arta», aveva sostenuto Piccone ieri sul Centro. Di rimando Amicone: «Una questione di opportunità? So solo che Celano negli ultimi tempi è diventata una sorta di fiera della politica, ci sono sempre file di persone così come un po' di tempo fa c'erano a Gissi con Gaspari e a Pescara».
Ma la polemica non sembra destinata a placarsi., Il coordinatore regionale dei giovani dell'Italia dei Valori, Giampiero Riccardo, da Vasto, dove è in corso la sesta festa del partito, lancia un appello agli indignados abruzzesi e invita, attraverso la rete e Facebook, tutti i giovani precari e disoccupati a mandare una mail ad Amicone, scrivendo: «Voglio un posto di lavoro».
«Prendendo esempio dai modi di fare di Amicone», conclude, «per cui sono inutili anni di formazione scolastica, dato che quello che conta sono gli amici potenti della rubrica telefonica, invitiamo tutti i giovani abruzzesi in difficoltà ad inviare una mail rivolta all'attenzione del direttore».