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Pescara, 10/04/2026
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Data: 18/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Con i fischietti in piazza forfait di Fede per le miss. Il direttore annuncia nel Tg4: «Cara Pescara, non vengo»

Sul web gli indignati erano arrivati a oltre quota mille, per preparare la sonora protesta assordante di ieri sera con centinaia di fischietti, davanti allo stadio del mare, al grido di «buffoni» e con striscioni che gridavano «vergogna». Il cartellone estivo proponeva le finali di Mister Italia e Miss Grand Prix, e all'annuncio della presenza di Emilio Fede come presidente di giuria per bellezze in passerella, l'onda dell'indignazione è cresciuta, nonostante il direttore del Tg4 avesse comunicato e ribadito nel pomeriggio che non sarebbe venuto in città.
«C'è un limite a tutto - aveva detto in mattinata Acerbo -. Il presidente della giuria è un indagato per favoreggiamento alla prostituzione e il Comune finanzia l'iniziativa con 12 mila euro. Sono indignato e come me lo saranno in migliaia. Fede viene a fare le selezioni per i prossimi bunga bunga a spese dei cittadini?». Pronta la reazione del direttore del Tg4, che ha annunciato querela ad Acerbo «per le sue parole offensive». La giornata è andata poi avanti con un serrato botta e risposta al vetriolo tra i due.
«Acerbo è tanto stizzito da non sapere neanche che io non ci sarò - ha spiegato Fede -. Sarò ad occuparmi del Tg4. Voglio esprimere comprensione a lui tanto impegnato da non sapere neppure cosa capita nella regione della quale è anche capogruppo di un movimento serio come Rifondazione comunista. Vorrebbe portare in piazza migliaia di persone contro di me. Modesto consiglio: la visita dello psichiatra». «Non so quali siano le parole offensive per le quali Fede intenda querelarmi. Noi abbiamo solo ricordato ciò che è scritto su tutti i giornali - è la controreplica di Acerbo -. Che Fede annunci che non sarà a Pescara la consideriamo una vittoria della nostra protesta civile e democratica». La carica dei fischietti è scesa comunque in piazza e Acerbo ha spiegato le ragioni della mobilitazione, circondato da esponenti di centrosinistra e dei movimenti Espressione Libre, le donne di Se non ora quando. Circa trecento, tutti a fischiare e avanti fino alle transenne vicine al palco, in una piazza Primo maggio blindata da polizia e carabinieri. Alle 22,15 il rompete le righe, la folla dei contestatori s'è sciolta e lo spettacolo è iniziato.
La società organizzatrice dei concorsi ha precisato: «Le nostre manifestazioni da sempre sono libere da ogni collocazione politica - ha detto la Marastoni -. Il giornalista Fede è stato invitato in veste di direttore di una delle reti televisive a noi interessate per la promozione dell'evento e dell'Abruzzo». La Marastoni ha inoltre chiarito che già dal giorno prima Fede aveva declinato l'invito per problemi a una gamba. Ma era abbastanza in salute per non mancare alla conduzione del Tg4, dove, in diretta, ha rilanciato frecciate ad Acerbo.
Tante le reazioni politiche a dar manforte alla mobilitazione. «Un'elargizione inopportuna e immorale quella che il Comune sosterrà, mentre continuano a ridursi gli interventi sul sociale e a sostegno dei cittadini pescaresi», dicono Di Pietrantonio e Del Vecchio, Pd. «Chiedo al sindaco di revocare la delega all'assessore Cazzaniga» dice Di Nisio, Idv. «In un momento di crisi è assurdo che il Comune finanzi manifestazioni di questo tipo» dicono Di Iacovo e Licheri, Sel. Dodicimila euro finanziati dal Comune per una manifestazione dai costi molto più alti sui quali le opposizioni andranno fino in fondo. Avrebbero dato solo il patrocinio, senza denari, Regione e Province di Pescara e Teramo.

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