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Pescara, 10/04/2026
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19/09/2011
Il Centro
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Patto, ecco le richieste al governo. Documento comune su Fas, infrastrutture, Masterplan e Cassa in deroga |
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Mercoledì pomeriggio l'incontro a Roma con una delegazione del governo guidata da Letta PESCARA. Non si parlerà solo di Fas nella riunione tra governo e Patto per l'Abruzzo in programma mercoledì alle 16,30 a Palazzo Chigi. Nel documento comune che in questi giorni il Patto sta redigendo ci saranno quattro punti da sottoporre all'esecutivo: sblocco dei fondi Fas (612 milioni), disponibilità delle risorse dell'Intesa quadro infrastrutture (977 milioni), Masterplan (1 miliardo 800 milioni); rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. La strategia è stata delineata nel corso dell'ultimo incontro del Patto, sabato scorso, e sarà approfondita nel pomeriggio di oggi in un nuovo vertice nella sede di Abruzzo Sviluppo a Pescara. La delegazione abruzzese sarà composta dai 22 rappresentati del Patto guidati dal governatore Gianni Chiodi. La delegazione del governo sarà composta dal sottosegretario Gianni Letta (capodelegazione), dai ministri Raffaele Fitto (rapporti con le Regioni), Altero Matteoli (Infrastrutture), Paolo Romani (Sviluppo economico), Ferruccio Fazio (Sanità), Maurizio Sacconi (Lavoro). Per la delegazione abruzzese sono previsti quattro interventi: Gianni Chiodi illustrerà le richieste del Patto sulla base di una scaletta di priorità condivisa dai componenti del Patto. Parleranno quindi Camillo D'Alessandro, capogruppo del Pd in Consiglio regionale; Maurizio Spina, segretario regionale della Cisl, in rappresentanza dei sindacati e il presidente di Confindustria Mauro Angelucci per le sigle datoriali. Al termine dell'incontro Chiodi consegnerà al governo un documento comune con le richieste del Patto per l'Abruzzo. Commenta Roberto Campo, segretario regionale della Uil: «La preoccupazione che avevo, e che mi pare fugata da come si sta preparando l'incontro, è che si rischiasse di parlare solo del Fas regionale. Siamo tutti consapevoli che l'incontro si inserisce tra una manovra chiusa e una che si riapre. Ma forse dopo due anni di attesa stiamo riuscendo a centrare una finestra nella quale inserirci». Campo sottolinea l'importanza del rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga (entrato all'ultimo momento tra i punti del Patto). L'intervento scade a fine anno. Finora in Abruzzo sono stati erogati 200 milioni (presi dai Fas nazionali), ma la situazione, dice Campo, è ancora grave e non solo in Abruzzo. Più pessimista il capogruppo del Pd D'Alessandro: «Non ci aspettiamo certo che l'incontro col governo si trasformi in una bacchetta magica. Però nel Patto condividiamo il fatto che sia necessario parlare col governo per capire direttamente a quel livello se è possibile fare un percorso vero. È chiaro che se il risultato verrà solo per i Fas, cioè su fondi che già ci spettano, si aprirà un problema dentro il Patto e non solo. La nostra necessità è di avere risposte su due questioni: risorse e tempi». Il problema delle risorse è centrale. Se i Fas sono già deliberati anche se bloccati (la prima riunione del Cipe dovrebbe risolvere la questione), nessuno sa dove prendere le risorse per le infrastrutture, mentre per il Masterplan c'è il problema della legge sul terremoto che ne limita l'utilizzo (e che il senatore del Pd Giovanni Legnini chiede per questo motivo di cambiare). Per le infrastrutture sta emergendo l'ipotesi (se ne è parlato anche all'interno del Patto) dell'utilizzo di strumenti finanziari come i Trem-bond (Titoli di risparmio per l'economia meridionale), previsti dal decreto sviluppo. Si tratta di obbligazioni bancarie che potranno essere emesse da tutte le banche italiane e comunitarie presenti in Italia e che dovranno essere destinate agli investimenti nel Sud in una misura di almeno 3 miliardi l'anno (una quota troppo piccola secondo alcuni osservatori, considerando che le obbligazioni detenute nel portafoglio delle famiglie italiane sono circa 380 miliardi di euro). Il vantaggio dei Trem bond è che saranno tassati al 5% contro il 12,50% dei Titoli di stato e il 20% delle altre obbligazioni (questa nuova aliquota entrerà in vigore da gennaio). Ma siamo ancora su ipotesi di scuola. «Meglio evitare l'ingegneria finanziaria e restare coi piedi per terra», commenta scettico D'Alessandro.
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