Berlusconi in una telefonata a Tarantini del 2 gennaio
del 2009. «Chiamami a casa, è più sicuro»
MILANO - Belen Rodriguez ha trascorso una notte con il presidente del Consiglio, una notte in cui, però, non successe nulla. È quanto rivela lo stesso Silvio Berlusconi il 2 gennaio del 2009 in una telefonata con Gianpaolo Tarantini. Il contenuto della telefonata si trova agli atti dell'inchiesta di Bari. Ecco uno stralcio della conversazione:
B: Belen come va?
T: Madonna che bella che è diventata
B: ah...ah
T: l'ho vista in grande forma
B: sondala un pò su di me
T: lo so, lo so, devo prenderla tranquilla un attimo...tanto stasera stiamo di nuovo a cena insieme
B: benissimo! Dille che io ho sempre espresso degli apprezzamenti molto positivi su di lei come bellezza naturalmente ma anche come donna
T: ma lei non l'ha conosciuta mai di persona
B: chi Belen? Altro che
T: va bene va bene
B: l'ho conosciuta è stata da me una notte ma non abbiamo fatto l'amore perchè ho scoperto che lei era la donna del mio calciatore.
IL TIMORE DI ESSERE ASCOLTATO - «Chiama a casa , è più comodo, posso parlare da un telefono sicuro». Così Silvio Berlusconi si rivolge a Gianpaolo Tarantini il 2 gennaio del 2009 in una conversazione in cui i due parlano di Belen. La telefonata arriva tre mesi e mezzo dopo il colloquio con l'imprenditore barese, in cui il premier aveva espresso i suoi timori sul fatto di essere controllato. In quell'occasione, il 19 settembre del 2008, Berlusconi (che aveva chiamato Tarantini credendo di telefonare a Giampaolo Traversi) dice: «ho avuto un pò di guasti, ho dovuto cambiare telefono perchè come al solito me l'avevano messo sotto controllo... ogni tanto succede...ce ne siamo accorti allora ho cambiato... il numero».