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Pescara, 14/04/2026
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Data: 20/09/2011
Testata giornalistica: Prima da Noi
Emilio Fede, doppia querela. Il concorso delle Miss approda in tribunale. Il Comune di Pescara contro la giornalista Rai Daniela Senepa

PESCARA. L'amministrazione Mascia contro la giornalista della Rai Daniela Senepa. La giunta protesta con la direzione locale del tg della terza rete. A raccontarlo è proprio Senepa dalle pagine del suo profilo Facebook poche ore dopo aver realizzato il servizio sulla contestazione di Maurizio Acerbo per l'invito ad Emilio Fede come presidente di giuria a Miss e Mister Grand Prix.

«Ieri (sabato per chi legge, ndr) ho scritto, sulla scorta della questione Fede-miss alcune cose sul Premier», spiega la giornalista. «Riguardanti peraltro il suo machismo ch'egli sbandiera urbi et orbi fino a diventare oggetto da Procura della Repubblica. Per chi non avesse letto ho scritto che è tutt'altro che macho, ma che anzi avrebbe, ha, non so, difficoltà... nel settore. Ebbene, i vertici dell'Amministrzione Comunale di Pescara», racconta ancora Senepa, «hanno raggiunto i miei superiori per informarli di quanto ho scritto. E che, per inciso, riconfermo parola per parola. Mi è stato detto che essendo io una giornalista del servizo pubblico, non posso permettermi di avere idee da "condividere su una piazza pubblica" quale è Facebook».

«Quel che un/una giornalista Rai non DEVE fare», continua, «è "truccare" i fatti con le sue idee, non informando su quel che accade, ma al contrario "imbonendo" con pistolotti per lo più falsi e tendenziosi chi ascolta e paga il canone. Non chiedetemi esempi nel merito, altrimenti, ahimè, non finirei più di scrivere». Dal momento che il sindaco Mascia si trova ormai da giorni in missione umanitaria in Africa la giornalista ritiene che ci sia «una sottospecie di ovra» (il nome della polizia fascita) che «spulci per lui in ogni dove, ma poi: chi l'ha detto che un/una giornalista Rai non debba avere idee? Sfido l'ovra, sempre minuscolo, di cui sopra, a tirare fuori dai tutti i miei servizi una sola falsità, un solo"trucco" un solo amalgama tendenzioso a danno di chiunque o in favore di chiunque. Non sto parlando di qualità, non tocca a me farlo, sto parlando di onestà intellettuale e di rispetto del servizo pubblico. E questo tocca a me farlo».

«Senza microfono e telecamera», insiste la giornalista, «sono perfettamente libera di dire quel che penso. Piaccia o non piaccia. E se questo creerà conflitti, che peraltro vedo che qualcuno si augura, con la Rai, sono pronta a rispondere a chiunque ed in tutte le sedi. Tutte. Se poi l'ovra, lettera iniziale minuscolissima, continuerà nella sua missione, io continuerò nella mia: le aule di tribunale mi sono familiari, tanta gente mi passa dinanzi lì. Loro come indagati, io come libera cittadina».

Ma non è la prima volta che il governo di centrodestra si scaglia contro una giornalista di Rai 3. Solo qualche mese fa il sindaco aveva protestato per un servizio realizzato dal tg regionale sulla notte bianca in città. In quel caso al primo cittadino non andò giù il ''taglio'' e la mancata messa in onda di una sua intervista.

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