Un autentico cahier de doleance. D'altra parte, la chance è più unica che rara per cui l'Abruzzo si è preparato una ricca lista della spesa. Mai così nutrita.
Sono otto i punti, piuttosto articolati, da presentare al governo domani a Roma nell'atteso summit che il Patto per l'Abruzzo - dopo le polemiche roventi della scorsa settimana - ha strappato all'esecutivo nazionale. Ne hanno discusso ieri sera, negli uffici di Abruzzo Sviluppo, i relatori che affronteranno la delegazione dei ministri di Berlusconi. Alla vostra sinistra, il sottosegretario Letta e i ministri Fitto, Matteoli, Romani, Fazio, Sacconi. Alla vostra destra, il governatore Chiodi, il presidente di Confindustria Abruzzo Angelucci, il segretario Cisl Spina, il capogruppo in consiglio regionale Pd, D'Alessandro e altri 18 componenti del Patto in rappresentanza di politica, economia, categorie e parti sociali.
Otto punti, dunque. Il primo è la richiesta di sblocco con la delibera Cipe degli agognatissimi fondi Fas. Il secondo è lo sblocco delle risorse del Masterplan attraverso una richiesta di modifica legislativa. Perchè il Masterplan non è preciso sul rilascio dei fondi e una modifica legislativa chiuderebbe le interpretazioni facendo partire le opere.
Terzo, la richiesta di sostegno politico del governo Berlusconi presso l'Unione Europea per il riconoscimento all'Aquila dello status di Zona franca. Quarto, il riconoscimento delle aree di crisi per la Regione Abruzzo. Quinto, il sostegno e la definizione delle modalità per i finanziamenti dei contratti di programma. Sesto, la richiesta di approvazione e finanziamento delle opere infrastrutturali definite nella delibera della giunta regionale del 2011, numero 411. Delibera avviata a seguito dell'accordo quadro che Chiodi firmò nel 2009 con il governo: sei miliardi destinati alle infrastrutture abruzzesi.
All'accordo non seguì mai nessun finanziamento ma qualche mese dopo ci fu una ridefinizione delle priorità (porto di Ortona, aeroporto di Pescara, velocizzazione della tratta ferroviaria Roma-Pescara e altri interventi) per complessivi 900 milioni. Il punto numero sei mira a sbloccare quei 900 milioni. Sette, richiesta di ammortizzatori sociali in deroga per le aziende della regione anche per il 2012. Otto, il riconoscimento all'Abruzzo del credito di imposta per le imprese che faranno nuove assunzioni.