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Pescara, 10/04/2026
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Data: 20/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Processo Mills, ora la sentenza è più vicina. Il Tribunale "taglia" i testimoni e accorcia i tempi. Ghedini infuriato. Berlusconi in aula

MILANO. Doveva essere un'udienza di routine. Invece il tribunale di Milano ha giocato in contropiede e ha deciso di accorciare i tempi del processo Mills per arrivare a sentenza prima della prescrizione prevista per la fine di gennaio 2012. Il collegio della decima sezione ha accolto a sorpresa l'"estremo appello" del Pm Fabio De Pasquale.
I giudici hanno quindi disposto la cancellazione di dieci testi inglesi da sentire per rogatoria. Il prossimo 24 ottobre ci sarà dunque l'ultima deposizione, quella dell'avvocato David Mills. Poi non resta che ascoltare l'imputato Berlusconi Silvio. L'interrogatorio del premier, accusato di corruzione in atti giudiziari, è stato quindi fissato per il 28 ottobre. Furibondo l'avvocato Niccolò Ghedini. «A questo punto la presenza della difesa è inutile», ha protestato in aula il legale del premier.
Berlusconi non era presente alla lettura dell'ordinanza che ha riportato improvvisamente in vita il processo Mills. Il presidente del Consiglio aveva lasciato il tribunale di Milano due ore prima, senza rilasciare alcuna dichiarazione. Ai giornalisti in attesa, il Cavaliere ha riservato solo una battuta scherzosa al momento di entrare in aula: «Io sto bene. Voi avete delle facce bruttissime...», ha detto prima di sedersi tra i suoi avvocati ad ascoltare la deposizione della teste Maria Pia de Fusco, in videoconferenza da Berna.
Il premier è rimasto in silenzio fino alla fine. Poi, non appena c'è stata la pausa pranzo, si è infilato nell'ascensore che porta al cortile interno, è salito in automobile e protetto dalla scorta si è dileguato dipensando soltanto un saluto dal finestrino. «Auguri», ha detto ai presenti.
Fuori dal palazzo di giustizia, però, tolti un paio di cartelli pro e contro, c'erano solo un robusto cordone di poliziotti, telecamere e cronisti. Niente supporter, niente più striscioni contro i pm, sparito il gazebo che fungeva da punto di raccolta per la claque dei suoi sostenitori. E anche in aula pochi sostenitori: Tiziana Maiolo, Roberto Lassini - l'uomo dei manifesti «Via le Br dalle procure» - e l'ex sindaco di Buccinasco Loris Cereda, arrestato per corruzione nel marzo scorso.
Alla ripresa pomeridiana in aula c'erano solo i legali e la pubblica accusa. Ed è proprio a questo punto che sono arrivate le novità. Accogliendo le richieste del pubblico ministero, il tribunale ha operato un' ulteriore stretta sui tempi del processo disponendo che per i testi inglesi ancora da sentire faranno fede le dichiarazioni già rese a suo tempo, nel corso del processo madre (il presente è uno stralcio).
Al tempo stesso il collegio ha respinto la richiesta di convocare altri due testi a difesa. L'avvocato Ghedini è andato su tutte le furie. «Non dovrei essere stupito perché nei processi Berlusconi ho già visto di tutto, ma se il tribunale ci impedisce di ascoltare i testimoni, la nostra presenza in questa aula è diventata inutile. E' incredibile», ha tuonato Ghedini. Quanto al previsto interrogatorio del premier, fissato tra poco più di un mese, «sarà lui - ha aggiunto - a decidere se farsi interrogare oppure no. Vedremo, dal momento che dopo la decisione di oggi ogni atto a difesa è superfluo».
Infuriato anche l'altro legale del Cavaliere, l'avvocato Piero Longo. «Siamo di fronte a un tribunale che rinuncia alla sua giurisdizione dato che non ha nessuna domanda da fare a questi testimoni», ha detto riferendosi a testi che però erano già stati ascoltati per rogatoria nel 2007.
Per presenziare all'udienza di ieri Berlusconi ha disertato l'assemblea dell'Onu dedicata al Medioriente e alla Libia.

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