ROMA. Il governo torna al tavolo con le parti per affrontare il nodo crescita. Stamani il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, assieme ai colleghi Maurizio Sacconi, Altero Matteoli e Roberto Calderoli, avrà il secondo incontro con Confindustria e Abi (la prima riunione si è svolta giovedì scorso) alla quale parteciperanno questa volta anche Rete Imprese Italia e un esponente del direttorio di Bankitalia.
L'esecutivo, hanno annunciato la settimana scorsa vari ministri, punta a realizzare interventi sulle infrastrutture e sulla semplificazione burocratica, e pensa a detrazioni fiscali per le aziende per incidere sui costi dell'energia oltre che ad agevolazioni per le regioni obiettivo 1. Ma sono tutte misure che andranno finanziate. E il vero nodo da sciogliere sarà quello di capire su quale fronte si muoverà l'esecutivo per finanziare le misure sulla crescita.
Secondo quanto trapela alla vigilia dell'incontro, uno dei temi sul tavolo potrebbe essere quello delle pensioni. Pesa il deciso "no" della Lega a qualsiasi intervento in materia previdenziale, ma che l'argomento sia in agenda sembra confermato da diverse fonti. Confindustria sarebbe per un intervento molto deciso sulle pensioni di anzianità. Strada questa, riferiscono fonti del Pdl, che resta ancora poco percorribile dal punto di vista politico.
Ma la possibilità che un riequilibrio in materia previdenziale si metta in campo torna a fare capolino. Si ragiona per esempio, anche se al momento è solo un'ipotesi allo studio, di un contributo ex post per i baby-pensionati, oppure sulla possibilità di differenziare il prelievo tra i redditi da lavoro e quelli da pensione, incidendo su questi ultimi.
Nel menù di un ipotetico nuovo intervento anche l'anticipo dell'imposta municipale sugli immobili che scatterebbe nel 2012 anzichè nel 2014 e un intervento sui patrimoni più alti (oltre 1,2 milioni) passando per una rivalutazione delle rendite catastali. Su questo punto, Confindustria non è contraria ad una tassa patrimoniale, purché - ha chiarito ieri Emma Marcegaglia - non sia un «provvedimento spot», ma faccia parte di una complessiva riforma fiscale. Infine, come previsto dalla delega fiscale, resta l'ipotesi di anticipare la "sforbiciata" alle oltre 400 voci di agevolazioni fiscali.
Per quanto riguarda le stime sul Pil è atteso un ribasso. Confindustria, ad esempio, prevede che si fermerà al +0,7% nel 2011 (e solo al +0,2% nel 2012) con una crescita già acquisita (stima l'Istat) per l'anno in corso sempre dello 0,7%. L'Ocse stima invece sempre per l'Italia un +0,8% a fine anno. E lo stesso valore è previsto dall'Fmi.