| |
|
| |
Pescara, 10/04/2026
Visitatore n. 752.992
|
|
|
|
|
|
|
20/09/2011
Il Messaggero
|
Addio vitalizi, tutti d'accordo ma solo per i futuri consiglieri. La legge non sarà approvata oggi, se ne riparla a ottobre
|
|
L'AQUILA - Fatti salvi i diritti: ruota tutto intorno a queste tre parole magiche il progetto di legge che abolirà i vitalizi dei consiglieri regionali all'ordine del giorno del consiglio regionale di oggi. Ma perchè venga approvato ci vorrà ancora qualche tempo, il tempo di bocciare il progetto in scaletta questa mattina, che porta la firma del capogruppo Pd Camillo D'Alessandro (ma che ha avuto il parere negativo degli uffici tecnici), di rimandarlo in commissione e possibilmente di approvare, in futuro, quello che nel frattempo ha messo a punto la maggioranza a firma del capogruppo Pdl Lanfranco Venturoni. Fatti salvi i diritti: maggioranza e opposizione quindi sono favorevoli a rinunciare a uno dei più odiosi privilegi della casta, ma a condizione che chi lo ha maturato fino ad oggi venga risparmiato. E infatti i diritti della nona legislatura, che è quella in carica, sono salvi. Così come sono salvi «i diritti dei titolari di assegno vitalizio e reversibilità alla data di entrata in vigore della presente legge». Non c'è differenza tra maggioranza e opposizione, tutti d'accordo nel mettere le proprie prerogative al sicuro. Anche perchè, spiegano dalla maggioranza, interrompere adesso non sarebbe tecnicamente possibile. E ricorda il portavoce Riccardo Chiavaroli che il consiglio regionale, poco tempo fa, ha già imposto uno stop al cumulo tra il vitalizio e i compensi derivanti da cariche di nomina politica, e ancor prima ha allungato da 55 a 65 gli anni per maturare la pensione. Quindi oggi, esaurite le schermaglie di rito, probabilmente la legge che cancella i vitalizi non sarà approvata: i due progetti, quello della maggioranza e l'altro dell'opposizione, verranno riesaminati in commissione e poi potranno tornare in aula, forse a ottobre. «Non è escluso che si arrivi a un progetto di legge condiviso», aggiunge ancora Chiavaroli. E fonti del Pdl riferiscono anche che vista l'aria anti-casta che tira, e se proprio la tensione dovesse diventare troppo alta, si potrebbe arrivare ad abolire il vitalizio anche per i consiglieri in carica. Ma per arrivare a tanto, la pressione dovrebbe rivelarsi proprio molto forte. «L'assegno vitalizio ha un'influenza economica significativa sui bilanci di ogni regione e viene spesso e comprensibilmente percepito come ingiustificato privilegio per consiglieri e assessori regionali - spiega Venturoni - nella medesima misura in cui avviene per i parlamentari. Per questo è opportuno cancellarlo». La norma con la quale verrà spazzato via per i futuri consiglieri il vitalizio è condensata in una riga secca: «A partire dalla decima legislatura regionale è soppresso l'istituto dell'assegno vitalizio». E «per i consiglieri regionali rieletti nella decima legislatura o in legislature successive, tale ulteriore esercizio del mandato non produce alcun ulteriore effetto giuridico ed economico rispetto al già maturato in ordine all'assegno vitalizio». L'entrata in vigore della legge è immediata. Sono 136 gli ex-consiglieri regionali abruzzesi che percepiscono il vitalizio da parte del consiglio regionale dell'Abruzzo. Il vitalizio si raggiunge anche con mezza legislatura, cioè 2 anni e mezzo se si continuano comunque a versare i contributi per altri 2 anni e mezzo. I contributi versati dai consiglieri regionali sono di circa 600? al mese per percepire, fino allo scorso anno, a 55 anni di età con una sola legislatura alle spalle, quasi 2.000 euro netti per tutta la vita, a cui si aggiunge l'eventuale reversibilità a favore dei coniugi. La cosiddetta legge Pagano, oltre a tagliare il vitalizio del 10%, ha innalzato da 55 a 65 anni l'età minima per andare in pensione per i consiglieri che hanno fatto una sola legislatura.
|
|
|
|
|