Si infiamma con uno sciopero in agenda per lunedì il braccio di ferro dei sindacati con la Gtm. Nel mirino c'è anzitutto il dietrofront dell'azienda sulla trasformazione a tempo pieno dei contratti part time, di autisti e operai. A vuoto i tentativi di conciliazione in Gtm e in Prefettura, Filt Cgil e Uiltrasporti hanno proclamato per lunedì 4 ore di sciopero. Gli autisti incroceranno le braccia dalle ore 20 alle 24; il personale a terra nelle ultime 4 ore di turno. «Così si concretizza la protesta dei lavoratori contro l'arroganza del cda e della direzione aziendale - attaccano Franco Rolandi, Filt Cgil e Alberto Cilli, Uiltrasporti -, persone nominate dalla politica, ottimamente retribuite ma senza la benché minima esperienza del settore, intendono far pagare ai lavoratori, in particolare ai più giovani, le difficoltà che il settore sta attraversando in conseguenza dei tagli».
Negli scorsi mesi, anche alla luce dei tagli di risorse, dalla Gtm era arrivata la disdetta degli accordi che fissavano le modalità di trasformazione dei contratti part-time in full-time degli autisti. Diverso destino sarebbe invece toccato a chi sta dietro le scrivanie: secondo i sindacati, dei 43 autisti e dei 5 operai assunti part-time nel 2008 nessuno è stato trasformato in full-time, cosa che invece è avvenuta per 13 impiegati su 16. Ma a infiammare la protesta ci sono altri fronti: «I tanti disservizi per una gestione aziendale carente in conseguenza di una mancanza di programmazione, come sono a dimostrare le tante lamentele dei viaggiatori - dicono i sindacati -. Un presidente e un cda per lo più indifferente alla necessità di mantenere corrette relazioni sindacali, come dimostrato per la detassazione degli straordinari, i rimborsi fiscali e le prospettate discriminazioni nella scelta del personale per la guida dei filobus. Sembrerebbe invece che non si pongano problemi a corrispondere nel settore amministrativo cifre abnormi per prestazioni straordinarie e a riconoscere indennità ad personam non contemplate da accordi nazionali e aziendali vigenti». I sindacati lamentano anche la lunga trafila prima di poter accedere agli atti aziendali.