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Pescara, 14/04/2026
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Data: 21/09/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Vitalizi, prima la bagarre e poi il rinvio. Alta tensione in aula: tutti vogliono mettere la firma sul provvedimento

L'AQUILA - I vitalizi restano, almeno per il momento. Il progetto di legge presentato dal capogruppo Pd Camillo D'Alessandro viene rinviato in commissione. Il consiglio regionale ieri si dichiara d'accordo, il vitalizio è un privilegio odioso e va abolito. Ma la corsa a metterci la firma sopra fa alzare il bollore in aula e fa optare per il rinvio. Lanfranco Venturoni non ci sta, dice «la demonizzazione politica non serve e la propaganda non porta da nessuna parte». Quindi nessuna difficoltà, a detta del capogruppo Pdl, ad approvare all'unanimità la legge di abrogazione dei vitalizi, ma di fatto il progetto presentato dal capogruppo democrat è inammissibile, così come hanno decretato gli uffici tecnici. Quindi se ne parla al prossimo consiglio regionale.
Ma la rissa si verifica sul copyright. Chi come e perchè, e soprattutto quando e quanto prima ha presentato un progetto di legge per chiedere l'abolizione di un privilegio che piace a tutti. Gianfranco Giuliante, assessore alla Protezione civile, arriva a sostenere che tutti si sono ben guardati dal chiedere il colpo di spugna prima di luglio 2011, perchè hanno aspettato di mettere al sicuro i propri diritti che maturano dopo 30 mesi. «Falso», secondo Carlo Costantini capogruppo dell'Idv, che esibisce il progetto di legge presentato da lui una settimana dopo le elezioni, e quindi a gennaio 2009: «L'ho fatto dopo aver rinunciato, dimettendomi dalla Camera, anche alla pensione di parlamentare. L'ho fatto quando nessuno, tranne noi dell'Idv, la riteneva una necessità».
E' «vergognoso» secondo il Pd il tentativo del Pdl di mettere la firma su una legge che non ha mai condiviso. «Voi avete votato no, e votate no anche oggi perchè Pagano non può mettere la firma su questa legge».
E per Maurizio Acerbo di Rifondazione non ci sono, secondo una sentenza della Consulta, i presupposti per salvaguardare i «diritti acquisiti» cioè i vitalizi maturati dai consiglieri regionali fino all'entrata in vigore della legge. Ma se ne parlerà in un'altra occasione.
Va a vuoto anche la risoluzione del centrosinistra con cui vengono chieste le dimissioni di Gianni Chiodi per il fallimento della zona franca dell'Aquila: Chiodi non c'è.
E occorre la presenza della sub commissaria alla sanità Giovanna Baraldi per mettere a punto una risoluzione urgente, firmata da tutti, per consentire a molte strutture private di ottenere l'accreditamento per la riabilitazione neuropsichiatrica. In aula ci sono famiglie con i bimbi disabili, una testimonianza muta e severa. Le strutture saranno ammesse ad erogare prestazioni per il servizio sanitario regionale in occasione della prossima riorganizzazione della rete residenziale.

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