PESCARA - Settembre, andiamo. Dalla terra d'Abruzzi stavolta non partono pastori verso l'Adriatico selvaggio, ma una delegazione folta e assortita di politici, sindacalisti e imprenditori che salirà oggi le scale di Palazzo Chigi, a Roma, con in tasca otto punti di speranza. Gli otto punti del documento che sintetizza il Patto per lo sviluppo per l'Abruzzo e che intende rappresentare al Governo le più impellenti necessità della nostra regione. Di fronte alla delegazione guidata dal governatore Gianni Chiodi siederà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, affiancato da un quintetto di ministri: Fitto, Matteoli, Romani, Fazio e Sacconi. Dunque una rappresentanza governativa di livello, che si spera sia pronta ad ascoltare, e magari a condividere, il grido di dolore abruzzese.
Certo questo atteso appuntamento cade nel bel mezzo delle turbolenze che agitano i mercati e le economie internazionali in senso lato, e l'Italia in particolar modo. Dunque il rischio che la delegazione abruzzese possa tornarsene a casa magari non con le pive nel sacco, ma con un risultato inferiore alle aspettative, certo esiste. E ieri dalle opposizioni, ad esempio dal segretario regionale Idv Alfonso Mascitelli, si invitava la delegazione a non farsi troppe illusioni, a non credere che all'Abruzzo possa venire riservato un trattamento più di favore rispetto a quello riservato ad altre regioni, specie in un momento come questo. Ma Chiodi crede, al contrario, che l'Abruzzo troverà ascolto e risposte positive, non foss'altro per la garanzia che offre il corregionale Letta, già altre volte pronto a difendere gli interessi della sua terra d'origine.
Staremo a vedere. Certo il momento non è dei più facili e lo stesso Governo non attraversa una fase di serenità, dunque sperare è giusto ma dubitare è lecito. Quel che è indubbio è che l'Abruzzo, degli interventi sintetizzati negli otto punti (sblocco dei fondi Fas, Masterplan, zona franca per L'Aquila, forme di sostegno alle aree di crisi, contratti di programma, infrastrutture, ammortizzatori sociali, credito d'imposta per le imprese che effettuano nuove assunzioni), ha un bisogno estremo. Da questi otto punti passano il rilancio dell'economia, la ripresa dello sviluppo o insomma, fuori dal gergo politico-sindacale, semplicemente un futuro degno per questa nostra regione che ha conosciuto negli ultimi anni pagine nerissime della sua storia. Dunque a Palazzo Chigi si gioca oggi una partita importante: speriamo che i giocatori ne siano all'altezza.