Lanciano. Per Di Stefano si è creato un vero e proprio "affaire Sangritana", caso di cui il consigliere regionale di An ha già interessato il governo regionale e interesserà a breve, con un esposto, anche la Corte dei Conti. Di Stefano, infatti, non si ritiene per nulla soddisfatto delle risposte dell'assessore Ginoble alla sua interrogazione nel corso dell'ultimo question time e ieri in conferenza stampa ha ripercorso le tappe fondamentali della storia della Sangritana, dopo l'avvicendamento al vertice tra Ferretti e la Di Lorenzo, per merito dello spoil system. -"Nel luglio 2006 - inizia Di Stefano - il socio di maggioranza della FAS SpA, la Regione Abruzzo, nominava i
nuovi vertici dell'azienda, insediando alla presidenza l'architetto Loredana Di Lorenzo. Una settimana dopo, in contrasto con quanto previsto nello statuto allora vigente, la Di Lorenzo avocava a se anche l'incarico di direttore generale, assegnandosi la corrispondente indennità di funzione. Il 12 agosto veniva pubblicato il bando per il conferimento dell'incarico professionale di "assistente del presidente", al costo di 7.500 euro mensili, cifra comprensiva dei rimborsi spese. Arriviamo ai giorni nostri con la nomina del direttore e del vicedirettore generale, assegnate a due personalità esterne all'organigramma della FAS. Nel frattempo giungevano notizie circa l'utilizzo, da parte della presidente, dell'auto di servizio per recarsi alla festa della Margherita a Caorle (Venezia) e al seminario dell'Ulivo ad Orvieto (Terni)". La risposta dell'assessore Ginoble alle questioni del doppio incarico, delle nuove nomine e dei viaggi della Di Lorenzo, secondo Di Stefano, ha passaggi sconcertanti. "Ginoble - fa sapere l'esponente di An - ha sostenuto quanto segue: in merito al doppio incarico la Di Lorenzo si rende disponibile a "restituire, con interessi e rivalutazione, l'indennità di funzione percepita in qualità di direttore generale ad interim, ove ritenuta incompatibile"; l'utilizzo dell'auto di servizio si è resa necessaria per la concomitanza - con le due feste di partito - di importanti incontri con esponenti del governo; relativamente, infine, all'incarico di "assistente del presidente", il ricorso a unità extra aziendali è stata obbligata, stante "l'inesistenza di specifiche professionalità all'interno della FAS". Di Stefano, ovviamente, non si accontenta delle risposte di Ginoble e torna a chiedere: "E'possibile che il presidente di un'azienda pubblica possa decidere in autonomia di percepire due indennità e poi di restituirle senza che ciò appaia quantomeno anomalo? E' possibile che, nonostante siano in corso i lavori di importanti appuntamenti nazionali di partito, numerosi ministri e sottosegretari trovino il tempo di incontrare la Di Lorenzo e con essa discutere di "strategie, business dell'azienda, finanziaria e sinergie"? E' così malridotta la FAS da non avere al suo interno professionalità in grado di ricoprire i ruoli di "assistente al presidente", direttore e vicedirettore generale?" Tutte questioni su cui, grazie al consigliere di Alleanza nazionale, si è messa in moto anche un'indagine della Commissione di vigilanza del Consiglio regionale.