L'assessore Chisso si è impegnato col sindaco a ripristinare due delle corse tagliate
La drastica cura dimagrante decisa quest'estate da Trenitalia, con la soppressione in Veneto di 27 corse, non va proprio giù all'amministrazione di Legnago. Anche perchè è stato proprio il capoluogo della Bassa quello maggiormente penalizzato dal poderoso taglio, che ha visto sparire dalla sera alla mattina ben 11 convogli in transito fino al 4 luglio per la stazione cittadina sulla linea Verona-Rovigo. E così il sindaco Roberto Rettondini, dopo non aver ottenuto alcun risultato con la richiesta avanzata ufficialmente due mesi fa alla Divisione passeggeri regionale delle Ferrovie dello Stato per sollecitare «l'immediata revisione di una decisione inopportuna e penalizzante per la città», è andato personalmente a battere i pugni in Regione. Con un preciso mandato in tasca affidatogli da numerosi residenti e pendolari del legnaghese: quello di riottenere almeno una parte dei treni aboliti. A questo riguardo, l'incontro che il «doge» di Palazzo de' Stefani ha avuto a Mestre, nella sede di Veneto Strade, con l'assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, non è stato infruttuoso. E, malgrado il condizionale sia ancora d'obbligo, i disagi lamentati da centinaia di passeggeri a causa della contestata riduzione di corse, potrebbero diventare presto meno pesanti. «L'assessore Chisso», riferisce Rettondini, «ha garantito infatti la massima collaborazione sulla vicenda e mi ha annunciato che la Regione sta lavorando per ripristinare due dei treni che fino ai primi di luglio transitavano per lo scalo cittadino». «Naturalmente», aggiunge il sindaco, «verrà data la priorità, di fronte alle scarse risorse a disposizione che hanno imposto la razionalizzazione del traffico ferroviario, ai convogli con il maggior numero di passeggeri e la cui cancellazione ha messo in serie difficoltà soprattutto lavoratori e studenti pendolari». In questa direzione, Chisso ha comunicato al sindaco che è in corso un'attenta verifica da parte di un'apposita commissione tecnica per arrivare ad una soluzione più confacente possibile alle esigenze dei viaggiatori privati dei 27 convogli sui binari veneti. «In attesa di ottenere risposte concrete», informa Rettondini, «ho evidenziato all'assessore i disservizi patiti nelle ultime settimane da chi deve raggiungere ogni giorno Verona e viceversa sulla scorta dei contatti intercorsi con il bancario angiarese Danilo Gualtieri, portavoce dei pendolari scesi sul piede di guerra». «Mi auguro vivamente», conclude il primo cittadino, «che la battaglia intrapresa dalla mia Giunta produca qualche risultato. E che la decisione adottata da Trenitalia, in coerenza con il contratto di servizio regionale, non si ripercuota solo su Legnago che, pur contando 26mila abitanti ed essendo il capoluogo di un vasto comprensorio, è stata di fatto isolata con collegamenti pubblici ridotti all'osso». Nel frattempo, a dar man forte all'ex compagno di partito Rettondini di cui è stato anche segretario cittadino prima di lasciare la Lega per aderire a Veneto Stato, è intervenuto il consigliere di Cerea Matteo Spigolon. Il quale, ieri mattina, ha protocollato un'interrogazione al sindaco Paolo Marconcini «per sapere quali misure di pressione ha intrapreso l'amministrazione per risolvere una situazione che penalizza anche i cereani».