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Pescara, 09/05/2026
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Data: 19/04/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Cinture allacciate? Sui bus non ci sono. Gran parte dei pullman è senza dispositivi Autisti in rivolta: non facciamo gli sceriffi

PESCARA. «Cintura allacciata? La sicurezza, forse, ci guadagna, ma ora il problema è che almeno la metà del parco macchine in servizio sulle strade di Pescara non è in regola. Un autobus di appena 10 anni è già fuorilegge». Un autista dell'Arpa, a bordo di un vettore a lunga percorrenza, non nasconde le ambiguità della normativa entrata in vigore il 14 aprile, che obbliga conducenti e passeggeri ad allacciare la cintura anche su bus, taxi e minibus a noleggio: «Io non posso fare lo sceriffo e non posso pensare a guidare e, insieme, a far rispettare la normativa», osserva l'autista che, in caso di infrazione di un passeggero, teme un taglio di 5 punti sulla patente.
Subito dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo 150 del 13 marzo 2006, il clima, al terminal di Pescara, è d'incertezza: «La cintura di sicurezza allacciata? A dire la verità non ne so proprio niente», ammette un autista della Satam in servizio sulla tratta Pescara-Sanremo. A cinque giorni dall'ingresso della normativa sulla sicurezza dunque, complice forse il periodo pasquale, a bordo di autobus e pullman non ci sono ancora cartelli per spiegare all'utenza le novità.
L'obbligo della cintura allacciata vige sulle strade extraurbane per un percorso superiore a venti chilometri. Ma, in questo caso, basta salire su un bus Gtm diretto a Penne per accorgersi che non c'è una cintura di sicurezza per i passeggeri e che anche il posto del conducente ne è sprovvisto.
«Per gli ultimi modelli, immatricolati meno di cinque anni fa, non c'è problema», fa presente un altro autista, «il problema sorge per il resto del parco macchine, che spesso ha il dispositivo di sicurezza solo nelle prime file». E proprio sul fronte degli autisti, ora, emerge anche qualche dubbio sulla reale efficacia della cintura di sicurezza a bordo di un mezzo così pesante: «Per il passeggero non è utilissima», sostiene un operatore dell'Arpa, «e per chi guida è un limite alla capacità di manovra visto che il volante ha un diametro di cinquanta centimetri».
Altro problema che sta a cuore agli autisti è quello della responsabilità. Il testo di legge pare individuare come responsabile del rispetto della regola l'autista dell'autobus, ma la categoria non ci sta: «E' impossibile, come si fa? Non ci si può fermare ogni volta che un passeggero si toglie la cintura. Accorgersene è difficile e con il minorenne che va a scuola il problema si fa ancora più grande. C'è sempre quello che si alza e gira tra i sedili». Quanto agli utenti, solo qualcuno conosce la nuova normativa, ma se l'autobus è dotato del dispositivo di sicurezza quasi nessuno si rifiuta di allacciarsi. Altrimenti si rischia, ma solo se il bus è dotato del dispositivo, è una sanzione amministrativa da 68 fino a 275 euro. Quando il mancato uso riguarda il minore, il responsabile è il conducente o chi è tenuto alla sua sorveglianza. Chi, invece, pur usando la cintura di sicurezza, ne altera il normale funzionamento è soggetto a multa da 34 a 138 euro.

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