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Data: 22/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Contratti, "congelato" l'articolo 8. Firmato l'accordo sindacati-Confindustria. Cgil: ancora troppe deroghe

ROMA. La contrattazione ritorna ad essere materia esclusiva tra le parti e non del governo. Sono soddisfatte le reazioni dei sindacati e della Confindustria che ieri hanno firmato in via definitiva l'accordo già siglato il 28 giugno e che depotenzia l'articolo 8 della manovra.
L'intesa aveva subito uno stop quando il governo aveva limitato la contrattazione e l'autonomia tra le parti sociali inserendo in quell'articolo una dose massiccia di deroghe dei contratti aziendali e territoriali a quelli nazionali e alle leggi in materia di lavoro.
Soddisfatta Confindustria che chiede l'impegno di tutte le strutture affinchè relazioni e contrattazione siano «affidate all'autonoma determinazione delle parti». Tira un sospiro di sollievo Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, secondo il quale l'accordo «mette fine a tutte le polemiche sull'articolo 8 della manovra» e non tocca «le tutele previste dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori». Con l'accordo i sindacati si impegnano a non trattare questo punto «per loro libera volontà».
Susanna Camusso, che ha firmato l'accordo per la Cgil, ritiene che il pericolo rappresentato dall'articolo 8 sia ancora una sorta di mina vagante sul percorso di corrette relazioni industriali. La sua organizzazione proseguirà infatti con la mobilitazione per arrivare alla sua cancellazione e scongiurare l'utilizzo di deroghe al contratto. «E' un obiettivo fondamentale - avverte il segretario - L'ipotesi su cui ci stiamo muovendo è quella del ricorso alla Corte costituzionale. Se qualcuno pensa di utilizzare l'articolo 8 fa un'operazione che guarda all'esistenza di sindacati di comodo, di contratti pirata, a modalità lesive rispetto a quelle decise dalle parti». In Cgil però le aree di Rinaldini e Cremaschi, all'opposizione della segreteria, preannunciano battaglia per la mancata consultazione degli iscritti.
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani parla di «segnale di fiducia per affrontare la crisi» e l'ex ministro Damiano osserva che «rende inutile l'articolo 8». Anche per il governo, con il ministro Sacconi, l'accordo «definisce i criteri di rappresentatività» sulla base delle deleghe verificate dall'Inps.

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