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Pescara, 14/04/2026
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Data: 22/09/2011
Testata giornalistica: Il Centro
L'Abruzzo incassa i fondi Fas. Sì ai 611 milioni, ma per le infrastrutture sono solo 206. Chiodi: risultato straordinario

PESCARA. L'Abruzzo ha la sicurezza di poter contare su tutti i fondi Fas che gli spettano, 611 milioni, ed è l'unica regione, insieme al Molise, a non subire il taglio del 5 per cento. Inoltre può contare su quel che resta a Roma dei finanziamenti per le infrastrutture, 206 milioni anziché 962, e sul sostegno del governo affinché Bruxelles autorizzi la zona franca dell'Aquila. Sono i risultati - per complessivi 817 milioni - che il Patto per lo sviluppo porta a casa dalla riunione di ieri con il governo a Palazzo Chigi. Non c'è tutto quello che la folta delegazione composta da Regione, industriali, sindacati e opposizione (il Pd) aveva messo nella lista, ma considerati i tempi e considerata la situazione dell'Abruzzo, l'esito è prezioso.
Davanti al sottosegretario Gianni Letta e ai ministri Fitto e Matteoli (assente Romani) la delegazione si è mostrata compatta ricevendo i complimenti dallo stesso sottosegretario abruzzese che ha indicato nel Patto dell'Abruzzo un modello da imitare dalle altre regioni. La prossima settimana andrà all'esame del Cipe l'approvazione dell'intero Par-Fas (fondi aree sottosviluppate) nel quale la Regione ha inserito progetti come l'Automotive nella Val di Sangro (36 milioni), porto di Ortona, ristrutturazione scuole e la realizzazone della banda larga sempre in Val di Sangro. Per quanto riguarda le infrastrutture - porto di Ortona, pedemontana, aeroporto - il Patto ha avuto rassicurazioni che il prossimo Consiglio dei ministri darà il via libera all'Intesa generale quadro con le regioni. Il problema in questo caso non è di volontà politica, ma è la scarsa disponibilità di fondi. Per l'Abruzzo le somme indicate nell'Intesa ammontano a 962 milioni, ma il ministro Matteoli ha specificato che sono disponibili 206 milioni di euro. Per la restante parte il ministro avrebbe parlato di progetti da portare avanti con i privati, da realizzare cioè sottoforma di project financing.
Notizie rassicuranti il Patto le ha avute per quanto riguarda la Zona franca urbana dell'Aquila in fase di esame complementare a Bruxelles. Il governatore Gianni Chiodi ha annunciato che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrerà in settimana il presidente della Commissione Ue Barroso al quale chiederà l'approvazione della Zfu dell'Aquila. Oggi intanto il sottosegretario allo Sviluppo economico Mancurti partecipa a una riunione a Bruxelles.
Anche sul Masterplan - progetti infrastrutturali e ricostruzione dell'Aquila per complessivi 1,4 miliardi - c'è stata un'intesa generale, salvo tornare ad ammettere che i soldi in cassa per ora non ci sono. L'auspicio è di trovare il modo di sganciarli dalla ricostruzione, ma per fare questo è stato detto che sarà necessario incontrarsi di nuovo con il ministro Romani. Così come a un prossimo appuntamento sono stati rinviati gli altri due punti cari alle forze sindacali: ammortizzatori sociali e riconoscimento del credito d'imposta alle imprese che assumono.
Il discorso sulle aree di crisi - L'Aquila, Valle Peligna, Val Sinello e Val Vibrata - è stato ripreso dall'assessore allo Sviluppo Alfredo Castiglione che in mattinata aveva rassicurato della presenza in questo pacchetto anche della Val Pescara. «Si tratta di un documento che prevede i contratti di programma Sevel e Micron e per il quale abbiamo ricevuto disponibilità», afferma Castiglione. Che alla fine esalta lo spirito di gruppo mostrato a Palazzo Chigi: «L'Abruzzo oggi ha fatto una gran bella figura».

Chiodi: risultato straordinario
Il governatore: Patto, modello apprezzato a Roma
Ci siamo presentati come un ceto dirigente compatto, i conti a posto e le carte in regola per uscire dalla crisi

PESCARA. «Nessuna amministrazione regionale abruzzese si era mai presentata in questa forma davanti al governo nazionale. Un'iniziativa che, a giudicare dal risultato, è stata molto apprezzata». Sono le prime parole del capodelegazione all'uscita da Palazzo Chigi. Il governatore Chiodi è risollevato dopo i lunghi mesi di attesa, la fibrillazione che ha accompagnato le ultime fasi preparatorie del vertice romano. «Mai vista una classe dirigente così compatta. Questa è stata la nostra forza, la ragione per la quale il governo ha accettato il confronto. Modello da seguire per affrontrare i momenti difficili».
Un primo passo importante, secondo il giudizio espresso da tutti i partecipanti all'incontro.
«Un fatto straordinario. Come altrettanto straordinaria è stata la conclusione del ministro Fitto, che ha assicurato di voler ripetere l'incontro per monitorare la situazione dell'Abruzzo».
Quali le prossime tappe?
«Ci sarà un ulteriore tavolo per lo sviluppo economico. Altri incontri seguiranno a questo primo confronto».
Qual è il risultato più importante?
«Siamo la prima Regione con il Molise ad avere ottenuto l'intero pacchetto Fas già deliberato. Eravamo partiti ultimi con i fondi per le aree sottoutilizzate, a causa dei ritardi dovuti alla programmazione delle precedenti amministrazioni regionali. Ora arriviamo a essere i primi».
Ma i tempi si allungano sul capitolo delle infrastrutture, tema sentito dalla parte imprenditoriale.
«I tempi sono quelli che sono. Le oggettive difficoltà della finanza pubblica ci consentono di utilizzare sono una parte della quota sulle infrastrutture. In ogni caso firmeremo venerdì, dopo il Consiglio dei ministri, il nuovo accordo quadro sulle infrastrutture per 900 milioni di euro, già coperti per 206 milioni».
Torniamo ai Fas. Quando ci sarà l'effettiva disponibilità delle risorse?
«Come tutti gli stanziamenti, si dovrà passare per le deliberazioni del Cipe. Poi bisognerà procedere con gli appalti. Una volta ottenuto il provvedimento di competenza, la cassa viene erogata seguendo gli stati di avanzamento».
Quali altre considerazioni hanno avuto peso davanti al governo?
«Oltre a dimostrare compattezza e unità d'intenti, ha avuto sicuramente un peso il fatto che ci siamo presentati con i conti a posto e le carte in regola. Parlo soprattutto dei risultati ottenuti con il riequilibrio della sanità, la riduzione dei costi raggiunta con la chiusura delle sedi abruzzesi di rappresentanza all'estero, le riforme avviate sui consorzi industriali, il taglio di enti e agenzie regionali. A cominciare dalle Asl e dalle Comunità montane. Tutto questo ha rappresentato agli occhi del governo un percorso virtuoso. Insomma, non siamo venuti qui come quelli che pretendono e basta».
Il fatto di aver speso solo il 30 per cento dei fondi Fesr può definirsi un risultato efficace?
«L'aver speso il 30% è stato considerato un risultato buono, perché non siamo più una Regione canaglia. Tant'è che il ministro Fitto ha assicurato un'apertura sui fondi europei, affermando che l'Abruzzo merita di non perdere neppure un euro».
Quali sono le altre carte da giocare?
«Dobbiamo valorizzare questo modello su tutti i successivi tavoli che ci saranno nella forma del Patto per lo sviluppo. Parlo dei crediti di imposta, della cassa integrazione in deroga, del riordino degli atenei abruzzesi. Dobbiamo davvero preoccuparci del nostro sistema universitario, perché la questione della formazione è centrale per la ripresa dell'Abruzzo. Il mio personale apprezzamento va al comportamento assunto dalle parti sociali. I sindacati hanno lavorato per raggiungere un risultato non per entrare in conflitto. Da parte mia, credo di aver svolto non un ruolo da mediatore cercando sempre di essere il rappresentante di tutti».

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